Crisi Artoni, subito ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori coinvolti

La Regione Emilia-Romagna continua ad occuparsi della vicenda Artoni. Ne scrivevo qualche giorno fa, quando ho presentato un’interrogazione in Assemblea Legislativa.
L’8 marzo l’Assessore Palma Costi ha incontrato le organizzazioni sindacali e le Associazioni di categoria, per approfondire il complesso impatto della vertenza sul nostro sistema produttivo e occupazionale. Tutte le parti hanno sottolineato la necessità di individuare, a livello ministeriale, strumenti in grado di sostenere i lavoratori del gruppo Artoni e tutti quelli dell’indotto durante questa difficile fase di transizione.
Giustamente, l’Assessore ha ribadito la necessità di ammortizzatori sociali straordinari per crisi per i dipendenti dell’Artoni e di quelle mono-committenti a essa collegata, ma anche ammortizzatori in deroga per i lavoratori dell’indotto.
Attendiamo gli esiti dell’incontro del 14 marzo al MISE e continuiamo a tenere alta l’attenzione sulla vertenza.

LINK:
Imprese. “Crisi Artoni, subito ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori coinvolti”. Appello della Regione e del sistema economico e sociale emiliano-romagnolo al Ministro

 

 

Sulla tragedia di Piacenza

Solo qualche giorno fa in Assemblea legislativa abbiamo approvato una risoluzione che chiedeva maggiore sicurezza sul lavoro nel settore del facchinaggio. Ieri Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore di quel settore, padre di 5 figli, ha perso la vita a Piacenza dopo essere stato investito da un camion: stava manifestando davanti alla sua azienda per protestare contro le mancate assunzioni dei precari e il mancato rispetto degli accordi sindacali. È una tragedia inammissibile e tutte le responsabilità dovranno essere accertate quanto prima. Quanto accaduto ci ricorda inoltre che un settore cruciale come quello del facchinaggio non ha solo bisogno di maggiore sicurezza sul lavoro, ma anche di strumenti che consentano di rispettare la dignità dei lavoratori, battere lo sfruttamento del lavoro e la disapplicazione dei contratti: fenomeni che da sempre interessano i lavoratori della logistica e contro i quali occorre fare di più.

Lavoro. Logistica, si a piano prevenzione sulla sicurezza

LAVORO. LOGISTICA, SÌ A PIANO PREVENZIONE SULLA SICUREZZA

La commissione Politiche per la salute approva una risoluzione del Pd per la sicurezza sul lavoro nel comparto logistica

Sì della commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, a risoluzione presentata dal gruppo Pd, primo firmatario Giuseppe Boschini, per migliorare la sicurezza sul lavoro nel comparto della logistica. Voto positivo di Pd e Sel, astenuti Ln e M5s.

Per le caratteristiche del comparto della logistica, ha evidenziato Giuseppe Boschini, “caratterizzato da un’elevata incidenza di infortuni sul lavoro, è opportuno prevedere un piano per la prevenzione”.

Nella risoluzione si chiede in particolare alla Giunta di investire sulla formazione degli operatori e di rendere sistematica in tutte le aziende del settore la lettura ragionata dei registri infortuni.

Oltre a Boschini la risoluzione è stata sottoscritta dai consiglieri Paolo Calvano, Ottavia Soncini, Giorgio Pruccoli, Nadia Rossi, Manuela Rontini, Mirco Bagnari, Lia Montalti, Barbara Lori, Valentina Ravaioli, Giuseppe Paruolo, Enrico Campedelli, Katia Tarasconi, Marcella Zappaterra, Antonio Mumolo, Massimo Iotti, Roberto Poli e Paolo Zoffoli.

(Cristian Casali)

Interrogazione in Regione. Mumolo: “In Emilia-Romagna gli stipendi di docenti precari, supplenti e personale ATA sono stati saldati regolarmente?”

Il funzionamento della scuola italiana “è garantito in buona parte da docenti precari e supplenti che, pur nell’incertezza della propria situazione professionale, si adoperano per offrire una formazione di qualità”. Per molti di loro, così come del personale Ata, “la situazione economica è ormai divenuta insostenibile, poiché da inizio anno scolastico non hanno ancora ricevuto il pagamento dello stipendio, se non-in alcuni casi un minimo acconto”.

Da questa premessa muove l’interrogazione presentata da Antonio Mumolo (Pd), che interroga la Giunta per sapere “se i docenti e il personale operante nelle scuole pubbliche della nostra regione siano stati regolarmente saldati, o quali tempi si prevedano”. Mumolo chiede, inoltre, “se potrà essere mantenuto l’impegno di agire con puntualità nel pagamento degli stipendi già a partire da gennaio 2016”.

Riprendendo notizie di stampa, il consigliere segnala come il ministero dell’Istruzione (Miur) dovrebbe avere sbloccato i fondi necessari ad appianare la situazione, e il 12 gennaio scorso sarebbe avvenuta un’ulteriore emissione straordinaria, garantendo che dal 2016 il problema delle dilazioni dei pagamenti sarebbe stato superato. Ma altre notizie di stampa fanno temere il “persistere della situazione” denunciata.

ALLEGATO
Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di pagamento degli stipendi dei docenti e del personale operante nelle scuole pubbliche della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Mumolo