Assemblea legislativa: superare l’automatismo del cognome paterno

Approvata dall’Assemblea una risoluzione per sollecitare il Parlamento a legiferare per superare l’attuale automatismo del cognome paterno ai figli. A chiedere di dare seguito a quanto stabilito recentemente dalla Corte costituzionale è un atto del Partito democratico (primo firmatario Antonio Mumolo), ER Coraggiosa ed Europa Verde.

“La sentenza della Consulta -ha sottolineato Mumolo- ha una portata storica perché va nell’interesse non solo delle madri ma anche dei figli e dà piena applicazione al principio di uguaglianza. La novità è che se i genitori non si trovano d’accordo sul cognome da dare, al bambino o alla bambina vanno i cognomi di entrambi i genitori. Quello che chiediamo è rendere ‘ordinata’ questa disciplina”.

Da qui la risoluzione per impegnare la giunta regionale “a sollecitare il parlamento a legiferare in materia, sulla base di quanto stabilito dalla Corte costituzionale, superando la regola dell’automatismo del cognome paterno, nel solco del principio di eguaglianza e quale elemento dell’identità personale del figlio o della figlia”.

Maura Catellani (Lega) ha evidenziato: “La Corte costituzionale avanza anche alcuni ammonimenti, come, ad esempio, impedire un meccanismo di proliferazione ‘selvaggia’ dei cognomi, lesivo del minore. Le regole devono essere rigide. In questa risoluzione andrebbero indicati anche i punti critici. In questo momento andrebbero prese in considerazione altre priorità”.

Federico Amico (ER Coraggiosa) ha aggiunto: “Si tratta di dare corso a una sentenza della Corte costituzionale e superare una rigidità culturale che si è protratta nel tempo. Andare nella direzione di superare l’automatismo del cognome paterno non è lesiva di alcun altro diritto o priorità”.

Marco Lisei (Fratelli d’Italia) ha sottolineato: “Nel momento in cui c’è una sentenza della Corte costituzionale è ovvio che il parlamento dovrà procedere in questa direzione, per cui è superfluo che sia una giunta regionale a sollecitare il legislatore nazionale. È fondamentale che non si crei confusione, precisando alcuni automatismi, nell’interesse del minore”.

Oltre che da Mumolo la risoluzione è stata firmata da Roberta Mori, Pasquale Gerace, Stefano Caliandro, Marilena Pillati, Palma Costi, Lia Montalti (Pd), Federico Amico (ER Coraggiosa) e Silvia Zamboni (Europa Verde)

Tessere sanitarie e microchip

Oggi ho presentato, insieme alla collega Manuela Rontini, un’interrogazione urgente alla Giunta regionale chiedendo di estendere la data di scadenza delle tessere sanitarie attualmente in uso al 31 dicembre 2023.

A causa della crisi internazionale le forniture di materie prime utilizzate per la produzione dei #microchip presenti in ogni tessera sanitaria sono fortemente ridotte, per questo le nuove tessere rilasciate ne sono sprovviste limitando il loro utilizzo.

La proroga consentirebbe, ad esempio, alle persone #celiache di continuare ad acquistare prodotti alimentari specifici, frazionando la spesa mensile.

Intervista a Repubblica: “Così lotto nei tribunali per ridare ai clochard i diritti perduti”

Oggi su la Repubblica a pagina 25 trovate un’intervista in cui racconto a Maria Novella de Luca l’esperienza di Avvocato di strada, l’associazione di volontariato per la tutela legale dei senza dimora che presiedo.
Un dialogo sui valori in cui credo da sempre e sui diritti degli ultimi, perchè come diceva John Grisham “Prima di tutto sono un essere umano. Poi un avvocato. È possibile essere entrambe le cose”.

COMUNICATO STAMPA Mumolo (Pd): “L’arte di sfogline e sfoglini diventi figura professionale attraverso certificazione regionale che favorirà l’occupazione e tutelerà il consumatore”

Il consigliere dem: “Il riconoscimento sarà anche garanzia di esportazione nel mondo di enogastronomia emiliana-romagnola di qualità”

Bologna, 7 luglio – “Un titolo di riconoscimento per le sfogline e gli sfoglini, da ottenere attraverso la certificazione della Regione delle loro competenze e la messa in campo di attività formative necessarie al conseguimento della certificazione”. Il consigliere del Pd, Antonio Mumolo, impegna la Giunta, con una risoluzione discussa oggi in commissione al conseguimento di questo obiettivo.
“Fra i percorsi formativi regionali – spiega Mumolo – manca quello specifico di sfoglina e di sfoglino. Esistono corsi che, però, non danno una certificazione delle competenze valida per l’assunzione in attività di ristorazione, nei negozi artigianali di sfoglia e per svolgere attività imprenditoriale in proprio”. “Ci sono anche persone – rimarca il consigliere – venute dall’estero per imparare a tirare la sfoglia, con l’obiettivo, poi, di utilizzare le competenze acquisite nei loro luoghi di origine”.
“Con il riconoscimento delle competenze specifiche di sfoglina e di sfoglino – sottolinea – si realizzerebbe, oltre alla tutela e alla valorizzazione di una lavorazione artigianale tradizionale, anche una maggiore garanzia per il consumatore.”
Una proposta, quella di Mumolo “volta a incentivare la formazione professionale e l’occupazione qualificata, per tutelare i professionisti preparati dall’assalto di sedicenti ed improvvisati professionisti”.
La sfoglia emiliano-romagnola, del resto – ricorda Mumolo – “dopo la via Emilia, è la cosa che più unisce i territori regionali dal mare a Piacenza. Per non perdere questo importante sapere occorre dare la possibilità, soprattutto ai giovani, di riappropriarsi di questa tradizione storica dell’Emilia-Romagna, attraverso corsi regolamentati dalla Regione, che diano garanzie per acquisire competenze certificate che possano essere spese a livello occupazionale”.
La sfoglia emiliano-romagnola è famosa in tutto il mondo così come l’enogastronomia e – sottolinea il consigliere dem – “ormai è diventata una forte motivazione di viaggio per i turisti di tutto il mondo. La valorizzazione dell’attività di sfoglina e sfoglino, tramite certificazione, va in questa direzione: promuovere la tradizione e garantire l’esportazione della nostra enogastronomia di qualità”.