Antonio Mumolo aderisce all’appello “Ri-costruire l’anti-mafia: cinque punti per la dignità”

Il consigliere regionale PD Antonio Mumolo, relatore della legge regionale 3/2011 per il contrasto alle infiltrazioni mafiose e per la promozione della cultura della legalità, ha aderito all’appello promosso dall’Associazione Gruppo Antimafia Pio LaTorre, composta da ragazzi e ragazze della provincia di Rimini ed impegnata da alcuni anni nella diffusione di una cultura dell’antimafia.

In vista delle primarie del centrosinistra e delle prossime elezioni politiche, l’Associazione ha realizzato una campagna, composta da 5 proposte concrete, che esorta la politica a riprendere in mano il tema della lotta alla mafia.

Notizie e informazioni sulla campagna sono disponibili sul blog http://cinquepuntiantimafia.blogspot.it/
Per aderire è sufficiente scrivere a cinquepuntiantimafia@gmail.com

I 5 PUNTI PROGRAMMATICI

1) Riforma dell’articolo 416ter per punire il reato e la pratica dello scambio del voto, non solo quando si riscontra una dazione di denaro in cambio del voto, bensì anche quando lo scambio avviene attraverso qualsiasi altro mezzo (materiale o immateriale, una semplice promessa)

2) Così come richiesto da Libera, chiediamo la posta in essere effettiva delle Convenzioni Internazionali in materia di lotta alla corruzione, se non approvate durante questa legislatura, ma soprattutto la confisca dei beni ai Corrotti, così come disposto dalla Finanziaria 2007. Non c’è bisogno di aggiungere altro: lo scandaloso esempio di questi tempi da solo dimostra l’urgenza di una convergenza di tutte le forze politiche che abbiano a cuore la nobiltà della politica stessa.

3) Miglioramenti effettivi nell’iter di confisca e riassegnazione dei beni confiscati alla mafia, in modo da non dover attendere decine di anni prima di far ripartire un’impresa confiscata, facendo perdere il lavoro a persone oneste, rendendo improduttivi terreni e piantagioni oppure lasciando deperire macchinari ed impianti fino a raggiungere l’obsolescenza. Gli esempi possono essere Commissari Straordinari con competenze nel settore della gestione dell’azienda confiscata responsabili non di dismettere l’azienda stessa, quanto piuttosto di farla rimanere sul mercato per poter competere durante il – lungo – periodo del sequestro. In questo modo verrebbero fatti salvi anche i diritti del titolare dell’azienda che, anche una volta provata la sua estraneità alle accuse, non dovrà ripartire da zero ma potrà proseguire da dove aveva interrotto il suo cammino imprenditoriale.

4) Un’anagrafe dei beni confiscati che non si limiti a segnalare l’assegnazione dei beni o lo stato di questi, ma che dia conto del lavoro di chi ha in gestione questi beni pubblici. Anche l’antimafia deve avere un rigore morale e formale, che conformi l’attività svolta nei beni confiscati alle mafie secondo le best practices dei vari settori, dal sociale all’imprenditoriale.

5) Sgravi fiscali per gli esercenti del settore della ristorazione che si impegnano a tenere una percentuale minima di prodotti (accuratamente certificati) provenienti dai terreni confiscati alle mafie; con l’impegno di estendere i suddetti sgravi in futuro a tutti gli altri settori che si potranno avvalere, per lo svolgimento della propria attività economica, dei prodotti provenienti dai terreni e dalle imprese confiscate. Non si tratta di aiuti di Stato alle imprese, si badi bene. È un aiuto dello Stato a sé stesso, per sconfiggere anche economicamente la criminalità organizzata e responsabilizzare, attraverso una logica di mercato – cosa che si confà certamente all’impostazione dell’Unione Europea – gli imprenditori del settore ad una più ricercata selezione dei prodotti.

“Petizione per i diritti”. Casadei e Mumolo: “Sì al reato di tortura, no alla legge ex Cirielli e al reato di immigrazione”

Introdurre il reato di tortura, abolire il reato di immigrazione e la legge ex Cirielli: sono questi gli obiettivi molto concreti della petizione popolare lanciata dal PD e sottoscritta, congiuntamente, da Thomas Casadei, consigliere regionale PD, e da Antonio Mumolo, consigliere regionale e coordinatore del Dipartimento Diritti PD Emilia-Romagna, sempre in prima linea nella lotta per i diritti civili.

“Con la richiesta di introdurre il reato di tortura anche in Italia, un tema al centro di una risoluzione approvata lo scorso settembre dall’Assemblea legislativa, la petizione vuole lanciare un segnale preciso sul tema del rispetto dei diritti umani. Sopratutto – affermano i consiglieri – intende dar seguito alle richieste di tante famiglie che in questi anni si sono trovate, loro malgrado, al centro di vicende drammatiche come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi”. (altro…)

Mumolo: “Funziona il primo esperimento per valutare i voucher nidi, quasi mille beneficiari”

Voto più che positivo al primo esperimento di ‘missione valutativa’ voluto in Assemblea legislativa sulle politiche regionali per conciliare lavoro e famiglia attraverso i voucher per i nidi d’infanzia. E’ quanto emerso nella seduta congiunta di tre commissioni (Cultura, Politiche sociali e Statuto) che hanno esaminato il resoconto dei due consiglieri incaricati, Silvia Noè (Udc) e Antonio Mumolo (PD).

I voucher sono assegni che vengono dati ai genitori occupati (entrambi e con reddito Isee fino a 35.000 euro) per aiutarli a conciliare le esigenze di lavoro e di cura dei figli più piccoli, consentendo l’iscrizione a nidi privati dei bambini ed evitando ai genitori esclusioni dal mercato del lavoro per necessità familiari. Il contributo, fino a 250 euro a famiglia, è stato finanziato con una quota del Fondo sociale europeo di circa 3 milioni l’anno, vincolati, più varie erogazioni dei Comuni.

Un’analisi su un campione dei soggetti coinvolti (Comuni, famiglie e gestori dei nidi) ha controllato i risultati attraverso tre ordini di domande: attuazione della politica, gradimento dei servizi e utilita’ dei voucher, conseguenze sull’organizzazione dei nidi privati. Nel triennio di attuazione di questa politica, avviata nel 2008, i Comuni che hanno aderito sono passati dai 47 dell’anno educativo 2009-10 ai 59 del 2011/2012 (348 i Comuni dell’Emilia-Romagna). Le famiglie beneficiarie sono aumentate dalle 500 del 2009-10 alle 926 dell’anno successivo fino alle 948 del 2011-12, soddisfacendo il 70% delle 1.355 richieste.

Il consigliere regionale Mumolo, che ha seguito passo dopo passo la missione valutativa ha ribadito in Commissione “come questa prima missione valutativa si sia proposta l’obiettivo importante di dare senso ai risultati dell’analisi sul territorio, che riguardano realtà anche molto diverse fra loro, e di conseguenza poter contribuire, attraverso un confronto con il partner europeo, a migliorare e rendere più flessibile la politica dei ‘voucher conciliativi’.”

Di qui la proposta di portare il tema all’attenzione dell’intera Assemblea, attraverso la presentazione di un’apposita risoluzione.
Mumolo ha anche segnalato che questa prima missione valutativa, realizzata “in via sperimentale”, è stata a “costo zero”, ma, se diventasse prassi più allargata, bisognerebbe valutarne i costi: insieme a Noè ha quindi lanciato la proposta di costituire uno specifico fondo per questo strumento.