Con il voto di ieri il Senato ha approvato il decreto carceri che prevede la chiusura definitiva degli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Le sei strutture attualmente esistenti in Italia, tra cui quella di Reggio Emilia, chiuderanno i battenti entro il 31 marzo 2013.

“Con il decreto carceri l’Italia potrà finalmente chiudere una triste pagina della propria storia e compirà una vera e propria svolta di civiltà”. Commentano così la notizia i consiglieri regionali del Partito Democratico Thomas Casadei e Antonio Mumolo, sempre attenti alle questioni connesse al carcere e ai diritti delle persone più vulnerabili.

“Solo il 60% dei 1500 pazienti rinchiusi negli OPG sono considerati individui socialmente pericolosi. Tutti gli altri sono detenuti solamente perchè non hanno una famiglia che li accolga o una AUSL che li possa assistere. Se, come auspichiamo, la Camera confermerà il voto del Senato – proseguono i consiglieri – 600 persone giudicate non pericolose socialmente torneranno libere e non saranno più costrette a vivere prive di dignità in luoghi che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha esitato a definire indegni. Gli altri pazienti saranno trasferiti in strutture più idonee a questo tipo di cura. Un esempio significativo nella nostra Regione è la comunità aperta Casa Zacchera a Sadurano, sulle colline di Castrocaro, che dal 2007 grazie ad un progetto speciale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, è considerata un esempio di buone pratiche nel campo della salute mentale per il reinserimento territoriale degli internati.”

“Un grande ringraziamento deve andare a tutti i cittadini e alle associazioni che hanno combattuto per anni per questo risultato. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di loro e senza lo straordinario impegno del Senatore Ignazio Marino, Presidente della Commissione sanitaria d’inchiesta, che con un lavoro iniziato circa due anni fa, insieme ai componenti della Commissione, ha documentato e portato alla luce una realtà che veniva volutamente ignorata e che in molti stentavano a ritenere possibile. Il grado di civilizzazione di una società si misura anche dalle condizioni delle persone più deboli. Per questo – concludono Mumolo e Casadei – oggi è una bellissima giornata per i diritti e la dignità di tutte le persone.”

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