L’Aids resta una malattia grave per cui non c’e’ ancora cura o vaccino e con meccanismi di trasmissione piuttosto semplici, legati al contatto col sangue e ai rapporti sessuali non protetti. La prevenzione e’ una questione di importanza mondiale, visto che gli oltre 33 milioni di ammalati ne fanno una vera e propria pandemia che causa oltre due milioni di decessi ogni anno.

E’ partito da qusti dati il Gruppo PD per presentare una risoluzione, sottoscritta da Antonio Mumolo, che impegna la Giunta “a implementare l’opera di informazione, prevenzione e diagnosi attraverso le campagne gia’ previste e coinvolgendo tutti i canali che si riterranno utili per intercettare le diverse fasce della popolazione”.

Alla Giunta si chiede inoltre “di coinvolgere le scuole, le associazioni ed i gestori dei luoghi di aggregazione in iniziative di informazione rivolte ai giovani”.

Infine, la risoluzione afferma “l’esigenza di porre la questione Aids in sede di Conferenza Stato-Regioni, al fine di concordare iniziative omogene e diffuse su tutto il territorio nazionale”. Nel documento si richiamano i dati forniti dall’Istituto superiore della Sanita’ sui contagi in Italia: nel 2014, 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive, 6,1 nuovi casi di sieropositivita’ ogni 100.000 residenti.

I dati appaiono sostanzialmente stabili negli ultimi tre anni e collocano l’Italia al 12esimo posto nella Ue; l’Emilia-Romagna e’, con Lazio e Lombardia, fra le regioni con l’incidenza piu’ alta con 400-450 nuovi casi per anno, fra cui aumentano i contagi attribuibili a contatto sessuale (92%). Il dato provinciale vede Rimini al primo posto (11,4 casi per 100.000 abitanti), poi Parma (10,6), Ravenna (9,6), Forli’ (8,6), Bologna (8,2), a Ferrara e Piacenza (poco piu’ di sette casi per 100.000 abitanti).

La risoluzione Pd evidenzia come “i contagi riscontrati negli ultimi sette anni vadano scemando e il ricorso al test per la diagnosi dell’infezione sia sempre piu’ precoce, tanto che per la prima volta e’ in calo, nel 2014, il numero di persone che fa il test Hiv gia’ in Aids conclamato o con il sistema immunitario fortemente indebolito, il che permette di attivare cure tempestive e piu’ efficaci”. Ma la questione richiede una “rifocalizzazione dell’attenzione pubblica”, dopo la grande attenzione scientifica e mediatica degli anni ’80.

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