Lo speciale del giornale di strada Shaker: “Se mi guardi ti voto”

Shaker, il giornale di strada di Roma scritto da redattori senza dimora ha realizzato un numero speciale intitolato “Se mi guardi ti voto” dedicato al diritto di voto delle persone che vivono in strada. Nello speciale anche un articolo scritto da Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus. A questo indirizzo lo speciale completo

Shaker Maggio 2013 Speciale Voto

27.05.13 La Carovana internazionale antimafie arriva a Forlì

Lunedì 27 maggio la Carovana internazionale antimafie arriva a Forlì. All’iniziativa parteciperà tra gli altri Antonio Mumolo, consigliere regionale e relatore della legge regionale contro le infiltrazioni mafiose.

Il programma della giornata (PDF)

carovanaforli

> 18.30 > Arrivo carovana e saluti istituzionali
Arrivo dei carovanieri da Ravenna e saluti istituzionali.
Saluto dei Consigli Comunali dei Ragazzi della Provincia di Forlì – Cesena a conclusione del progetto regionale Con-cittadini 2012 – 2013.

> 19.00 > Aperitivo “Liberati dalle mafie con gusto”
Aperitivo della legalità a cura del Presidio di Libera di Forlimpopoli.

> 20.00 > Tavoli di lavoro
Usura e autotrasporti
Davide Grassi, avvocato penalista e membro del Coordinamento di SOS Impresa.
Gioco d’Azzardo
Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta Nazionale Antiusura.
Welfare e crimine organizzato
Antonio Mumolo, avvocato giuslavorista e presidente dell’Associazione nazionale Avvocato di strada Onlus, consigliere reg. ER, Thomas Casadei, Dip. Giurisprudenza – Unimore, consigliere reg. ER, Paride Amanti, Segretario generale della Camera del Lavoro di Forlì, Luigi Foschi, Segretario UIL Forlì, Filippo Pieri, Segretario CISL Romagna.

> 22.00 > Conclusione dei lavori
Conclusione dei tavoli e relazione finale dei lavori. Chiusura campagna “Io riattivo il lavoro”

> 22.30 > Concerto_COLLETTIVO GINSBERG
Durante la serata saranno presenti gli stand delle associazioni promotrici, i banchetti di Libera e Libera Terra.

Pluraliweb. Mumolo: “Furti d’identità, ecco cosa rischia chi vive in strada”

“Pluraliweb – Storie di associazioni e volontari”, mensile online del CESVOT Centro servizi per il volontariato della Toscana intervista Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di strada Onlus

pluraliweb

FONTE
Leggi l’articolo su Pluraliweb

Furti d’identità, ecco cosa rischia chi vive in strada
Parla Antonio Mumolo, presidente dell’associazione che conta 700 avvocati volontari

di Rosa Rovini

“Avvocato di strada” si costituisce a Bologna nel 2000. Come nasce l’idea e come siete organizzati sul territorio nazionale?
“Avvocato di strada” nasce per tutelare i diritti delle persone che vivono in strada e favorirne il ritorno ad una vita comune. Chi vive in strada accumula una serie di problematiche legali che possono essere risolte solo con l’aiuto di un avvocato. In Italia la legge prevede che chi ha un reddito inferiore ai 10600 euro annui può chiedere il gratuito patrocinio, ovvero un avvocato che lavora gratuitamente e che viene pagato dallo Stato. Tutti i senza tetto hanno un reddito inferiore a questa cifra, ma non possono fare la domanda perché non hanno documenti e sono privi di residenza. Avvocato di strada nasce proprio per colmare questa lacuna. Oggi siamo presenti in oltre trenta città italiane e ogni nostra sede è organizzata come un vero e proprio studio legale.

Chi sono le persone che operano presso i vostri sportelli e in che modo è possibile diventare “Avvocato di strada”?
La nostra associazione è formata da circa 700 avvocati professionisti che hanno deciso di mettere al servizio dei più deboli una piccola parte del proprio tempo. Gli avvocati sono affiancati da altri volontari, pensionati, giovani praticanti, studenti di giurisprudenza, che si occupano dei compiti di segreteria, degli accompagnamenti degli assistiti, ecc. Se si vuole fare volontariato basta contattare le nostre sedi: da noi c’è sempre posto.

È possibile tracciare un identikit delle persone che si rivolgono a voi?
Un tempo il senzatetto ‘tipo’ era uomo adulto, solo e non scolarizzato, che prima di finire in strada era stato in carcere o in una comunità per tossicodipendenti. La crisi economica e l’allentarsi dei legami sociali e familiari hanno cambiato le cose: in strada troviamo uomini e donne, giovani e anziani, italiani e stranieri. Per finire in strada può essere sufficiente il verificarsi di un semplice evento che tutti nella vita hanno dovuto affrontare: un lutto, una separazione, una malattia o la semplice perdita del lavoro: se non ci sono amici o familiari a sostenerci le porte della strada si possono aprire per chiunque.

Nel 2012 “Avvocato di strada” ha assistito 2.575 persone. Ci può raccontare una storia particolarmente significativa e rappresentativa?
Voglio citare un caso che stiamo seguendo in questi giorni: un uomo che viveva in strada a Modena risultava essere a sua insaputa proprietario di una macchina che è stata utilizzata per una rapina, e per questo ha dovuto subire un processo. Quello dei furti d’identità è un caso che dobbiamo affrontare spesso: agli ignari senzatetto vengono intestate macchine, aziende e licenze, perché essendo senza residenza non possono essere trovati facilmente. Il nostro assistito aveva dato in buona fede i suoi documenti di identità a due truffatori che gli avevano promesso un lavoro: il PM ha chiesto la sua assoluzione e nei prossimi giorni uscirà la sentenza: teniamo le dita incrociate.

Tra i diritti negati alle persone senza fissa dimora, da sempre segnalate il diritto alla residenza anagrafica. Perché?

Quella per la residenza anagrafica è una delle nostre battaglie ‘storiche’. Chi vive in strada presto o tardi finisce per perdere la residenza e chi non ha la residenza non può votare, non può aprire una partita Iva, non può avere una casa popolare, non può ricevere una pensione neanche se ne ha diritto, non ha diritto all’assistenza dei servizi sociali e, cosa gravissima, non ha accesso al sistema sanitario nazionale se non per le cure di pronto soccorso. Nel nostro Paese la residenza anagrafica è talmente importante da essere garantita a chiunque dalla Costituzione. Il problema è che chi dovrebbe far rispettare questo diritto, e cioè il Comune, spesso oppone delle resistenze perché si ritiene che concedere la residenza significhi poi doversi accollare una serie di oneri. In realtà è vero il contrario: una persona che non ha la residenza è condannata a rimanere nel limbo dell’assistenzialismo puro, mentre a partire da quel diritto può cercare di ricostruire la propria vita.

Donne, risoluzione bipartisan contro la violenza di genere

stop violenza genereÈ un segnale positivo l’aumento delle denunce di casi di violenza, maltrattamento e stalking da parte delle donne, che hanno trovato il coraggio di reagire e difendersi, ma la risposta dello Stato, delle istituzioni e della società è del tutto inadeguata. Nel solo 2012, in Italia, si sono verificati 127 femminicidi, e dall’inizio del 2013 sono già 25 le donne uccise, quasi sempre da un compagno, un parente, qualcuno di cui si fidavano.

Venticinque consiglieri regionali di tutti i gruppo consiliari hanno depositato una risoluzione sul tema della violenza sulle donne. Scopo del documento, sottoscritto tra gli altri dal consigliere regionale PD Antonio Mumolo è invitare la Giunta a rafforzare l’opera di sostegno alle vittime della violenza, sostenendo la rete di case-rifugio e i centri anti-violenza attivi in regione; alla Giunta si chiede, inoltre, di promuovere la cultura dell’uguaglianza, del rispetto e della valorizzazione della donna, nell’educazione scolastica e tramite campagne di sensibilizzazione contro gli stereotipi di genere e l’uso distorto del corpo femminile. La risoluzione chiede al Governo di dare immediato avvio alla task force annunciata per contrastare la violenza di genere, e al Parlamento di intervenire sulla legislazione per aggiornarla e monitorarne la corretta applicazione.

3971 Risoluzione proposta dai consiglieri Monari, Pariani, Paruolo, Mori, Marani, Montanari, Ferrari, Alessandrini, Vecchi Luciano, Mumolo, Pagani, Zoffoli, Mazzotti, Grillini, Sconciaforni, Noè, Bignami, Manfredini, Defranceschi, Naldi, Meo, Barbati, Mandini, Bartolini, Aimi e Moriconi per invitare la Giunta a rafforzare il sostegno alle donne vittime di violenze, supportare la rete di case-rifugio e centri anti-violenza operanti nella Regione, promuovere la cultura dell’uguaglianza, del rispetto e della valorizzazione della donna, chiedendo al Governo l’immediato avvio della task force sulla violenza di genere, invitando inoltre il Parlamento a verificare l’efficacia della legislazione vigente aggiornandola e monitorandone l’applicazione (documento in data 15 05 13).

19.05.13 Ravenna. Avvocato di strada al meeting dell’informazione libera “Il Grido della Farfalla”

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Torna “Il Grido Della Farfalla”, meeting dell’informazione libera, organizzato dall’associazione “Gruppo dello Zuccherificio”, in collaborazione con il Comune di Ravenna. Il meeting, giunto alla 5° edizione, si terrà presso piazza San Francesco a Ravenna e prevede numerosi incontri dal 16 al 19 maggio.

Il programma di quest’anno prevede incontri e discussioni sui temi approfonditi dall’associazione durante tutto l’anno: democrazia partecipata, istruzione e educazione, valorizzazione delle diversità, diritti, lavoro giovanile, contrasto alla violenza sulle donne, importanza dell’informazione nella nostra vita quotidiana e nella lotta alle mafie.

La giornata di sabato 18 sarà totalmente dedicata al tema dei diritti: si inizia alle 17 con un dibattito sulle nuove povertà e sulle possibili forme di aiuto di coinvolgimento dei senza dimora, durante il quale interverrà Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada e due volontari di Fuori Binario, il giornale delle persone senza dimora di Firenze.

Contatti:
www.gruppodellozuccherificio.org
gruppodellozuccherificio@gmail.com – Silvia 349.6573908

17.05.13 A Salerno l’incontro di studi “Sistema penitenziario e soggetti vulnerabili. Stranieri, homeless e garanzie negate”

L’Associazione Avvocato di strada Onlus, l’ordine degli avvocati di Salerno e l’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Scienze giuridiche, Cattedre di Diritto penitenziario e di Istituzioni di Diritto e Procedura penale organizzano l’incontro di studi: “Sistema penitenziario e soggetti vulnerabili: stranieri, homeless e garanzie negate”

L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto “Diritti a sud”, si terrà venerdì 17 maggio 2013 presso l’Università degli Studi di Salerno ed è accredita dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno per n. 3 crediti formativi.

Interverranno all’incontro, tra gli altri, l’Avv. Antonio Romano, Coordinatore di Avvocato di strada Salerno, l’Avv. Americo Montera, Presidente Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Salerno, la Dott.ssa Giuseppina D’Arienzo, Comandante Corpo di Polizia Penitenziaria – Casa Circondariale Salerno, vari ricercatori universitari ed esperto del settore.

“E’ con grande orgoglio che presentiamo questa iniziativa”, afferma Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione nazionale Avvocato di strada. “Sono sempre molte le persone che finiscono in strada dopo un’esperienza detentiva perchè prive di legami familiari o amicali e perchè in carcere non sono riuscite ad intraprendere un percorso di recupero sociale e lavorativo. Presso i nostri sportelli – sottolinea Mumolo – seguiamo molte persone che non hanno altri modi per far valere i propri diritti e che hanno bisogno di un avvocato per ottenere la riabilitazione e he hanno fatto richiesta di pene alternative alla detenzione.”

“L’iniziativa di venerdì sarà un’occasione per mettere a confronto soggetti che si occupano di carcere ed esclusione sociale da diverse angolazioni: ci auguriamo che vengano molte persone – conclude Mumolo – e che l’incontro serva per sviluppare nuove prassi utili alle persone in difficoltà.”

Venerdì 17 maggio 2013 – Università degli Studi di Salerno
Incontro di studi
SISTEMA PENITENZIARIO E SOGGETTI VULNERABILI
Stranieri, homeless e garanzie negate

Il programma completo dell’iniziativa (PDF)
Schermata-05-2456428-alle-12.34.57

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