Un’intervista agghiacciante

Un’intervista agghiacciante. Quella rilasciata oggi a La Stampa dal senatore leghista Pillon non può essere definita diversamente. In poche battute finiscono rapidamente nel mirino la legge 194 e la libertà delle donne, le unioni civili, addirittura il divorzio. Nessuno di questi diritti, conquistati negli ultimi decenni grazie alle durissime battaglie condotte da tante e tanti, può dirsi al sicuro. Nessun uomo o donna di questo Paese può far finta di niente: queste parole non sono dette con leggerezza. Questa gente è al governo e sta scrivendo delle leggi che presto verranno approvate. Diciamo con forza che sui diritti civili non si torna indietro. Che la libertà di scelta delle donne è intoccabile. Che vogliamo pensare al futuro, non fare un salto indietro di 50 anni.

Presidio per la strage di Orlando

Alle 19.30 parteciperò al presidio per le vittime della strage di Orlando. L’iniziativa si terrà simbolicamente nei pressi della targa dedicata alle persone lgbt perseguitate e sterminate dal nazifascismo 70 anni fa. Nonostante il tempo passato, la strage di Orlando ci conferma quanto sia ancora presente nella nostra società l’odio omofobico e quanto ancora resti da fare per sradicarlo. Anche per questo oggi sarà importante essere in tanti.

Interruzione volontaria gravidanza. Interrogazione PD: “Come viene applicata la legge 194 in Emilia-Romagna?”

Cinque consiglieri del gruppo del Partito Democratico, hanno presentato un’interrogazione alla Giunta a proposito della concreta applicazione della legge sulla Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG).

La L.194/1978, “confermata dagli elettori con una consultazione referendaria il 17 maggio 1981” ha introdotto precise disposizioni per garantire alle donne che la norma venga attuata in una struttura pubblica entro i termini ed i limiti ben precisati dalla legge. “Al ginecologo viene riconosciuto il diritto ad esercitare l’obiezione di coscienza, subordinato allo scopo principale di tutelare la vita della donna, ed al dovere di informare correttamente la paziente al fine di garantire che siano resi disponibili tutti i certificati necessari ed i consigli adeguati. Diversamente, l’obiezione dei medici potrebbe configurarsi come interruzione di servizio pubblico”.

Ora, scrivono i consiglieri, il Comitato europeo dei Diritti sociali, rispondendo a un reclamo collettivo presentato dalla Cgil, ha affermato che lo Stato italiano non fa abbastanza per evitare che l’obiezione di coscienza dei medici contrari all’aborto, “abbia come conseguenza la violazione della Carta sociale europea del Consiglio d’Europa, in particolare riguardo ai diritti alla salute e alla non discriminazione delle donne che vogliono interrompere la propria gravidanza”.

Senza mettere in discussione il diritto all’obiezione di coscienza, garantito dalla legge 194, il Comitato avrebbe constatato, all’unanimità, una violazione dell’art. 11 della Carta sociale europea, per quanto riguarda i “rischi considerevoli” per la propria salute e il proprio benessere che le donne possono subire quando l’accesso ai servizi ospedalieri per l’interruzione volontaria della gravidanza è reso difficile dalla carenza di personale, causata dalla non disponibilità dei medici e di altri addetti obiettori, e dalla mancanza di misure adeguate di compensazione, non sempre garantite dalle autorità regionali competenti in modo soddisfacente.

Perciò, i consiglieri del Pd chiedono alla Giunta quale sia il numero e la percentuale dei medici nella nostra regione che si avvalgono della scelta dell’obiezione di coscienza; se siano noti all’ASL casi di rifiuto di prescrizione dei contraccettivi, anche “post-coitali”; infine, quali siano numero, nome e finalità delle associazioni che entrano nei consultori.

Oltre a Nadia Rossi, prima firmataria, hanno sottoscritto l’interrogazione Silvia Prodi, Luca Sabattini, Francesca Marchetti, Antonio Mumolo e Valentina Ravaioli.

05.12.14 Forlì: “Diritti LGBTI tra dire e fare”

L’Associazione “Il progresso delle idee” promuove l’incontro/dibattito

“Diritti LGBTI tra dire e fare”
5 dicembre h.18 Sala Via Bruni 2, Forlì

Presiedono
Marco Dori e Valentina Rossi

Intervengono:
– Lodovico Zanetti, Consigliere comunale Forlì
– Sergio Lo Giudice, Senatore
– Elly Schlein, Europarlamentare
– Thomas Casadei, Consigliere regionale
– Antonio Mumolo, Consigliere regionale,
– Donatella Piccioni, Sociologa, Formatrice

 

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Famiglia. Gruppo Misto, IDV e PD: “Combattere discriminazioni verso LGBT”

Franco Grillini (Misto), Liana Barbati (Idv), Thomas Casadei e Antonio Mumolo (Pd) hanno presentato una risoluzione all’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta di favorire l’introduzione nell’ordinamento giuridico di disposizioni normative tali da combattere ogni forma di discriminazione verso persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) e garantire la parità dei diritti delle famiglie omogenitoriali, compresa la “stepChildAdoption”, e di individuare una data per la celebrazione della “Festa di tutte le Famiglie”. Nell’atto si invita inoltre il Governo ad applicare il Documento standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dall’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità.

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