Con una lettera indirizzata al Presidente dell’Assemblea legislativa il 7 gennaio, ho rinunciato all’assegno vitalizio che in qualità di consigliere regionale mi sarebbe spettato per legge al compimento del sessantesimo anno di età.

La lettera di rinuncia al vitalizio (PDF)

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Il vitalizio si matura versando circa mille euro al mese per cinque anni, per ricevere poi circa la stessa somma al mese a partire da 60 anni e per tutta la vita. Ovviamente più legislature si fanno più si versa e più aumenta l’importo del vitalizio che si riceverà, fino ad un limite massimo stabilito dalla legge. Poiché la somma versata inizialmente non è normalmente sufficiente a coprire quanto viene erogato, la Regione paga il residuo a carico della collettività.

All’inizio dell’attuale legislatura, nel novembre 2010, l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, prima a farlo in Italia, aveva abolito per sempre i vitalizi a partire dalla prossima legislatura. Con l’approvazione di un secondo provvedimento datato dicembre 2012, fortemente voluto dal Gruppo PD e consentito da un decreto del Governo, la rinuncia al vitalizio è diventata possibile anche per i consiglieri attualmente in carica.

Ho sempre pensato alla politica come al più nobile dei servizi, e credo sia importante fare in modo che sempre più persone tornino a condividere questa idea. Per questo ho deciso di rinunciare da subito al mio vitalizio.

Come diceva Sandro Pertini, alle persone non servono sermoni ma esempi.

Spero che questo piccolo gesto possa almeno servire a ridurre la distanza tra i cittadini e la politica, intesa come passione civile al servizio di tutti i cittadini.

Antonio Mumolo
Consigliere regionale PD
Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna

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