Multe a venti senza tetto che dormivano in strada. La Repubblica intervista Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada, che ha ottenuto l’annullamento delle sanzioni.

“Bologna, multe ai senza fissa dimora Avvocati di Strada ne ottiene la revoca”


La onlus chiede e ottiene il ritiro delle sanzioni comminate a un gruppo di senza tetto che si erano accampati davanti a un dormitorio di Bologna ed erano stati sgomberati dai Carabinieri e dalla Polizia. “Una vittoria di tutti, un controsenso multare la povertà” il commento del presidente Antonio Mumolo

di LINDA VARLESE

BOLOGNA – “Una vittoria di tutti”. Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di Strada 1, la onlus che offre tutela legale gratuita e qualificata alle persone senza dimora e alle donne vittime di tratta, commenta così l’archiviazione delle sanzioni amministrative fatte a un gruppo di persone che dormivano in strada e “colpevoli” dunque di non avere come e dove ripararsi. Bivacco e occupazione del suolo pubblico, la violazione del Regolamento della Polizia Municipale di Bologna loro imputata. Con conseguente sgombero e 200 euro di multa a testa. In pieno freddo.

Tutto è cominciato… La vicenda risale ai primi giorni di novembre del 2011, quando un gruppo di circa venti persone senza dimora fra cui italiani, stranieri, giovani e meno giovani, aveva deciso di accamparsi di fronte al dormitorio comunale Beltrame del capoluogo emiliano. Aspettavano in fila di poter accedere ai posti disponibili all’interno del centro d’accoglienza “a bassa soglia”, dove cioè possono entrare tutti senza bisogno dell’intermediazione degli assistenti sociali. Con l’inverno già iniziato le temperature erano già molto basse ma il Piano per l’emergenza freddo del Comune di Bologna, che prevede un ampliamento dei posti, non era ancora partito e i letti in dormitorio erano esauriti.

Lo sgombero in tenuta antisommossa. Disperati e senza nessun altro posto dove ripararsi, si erano accampati di fronte l’uscio del dormitorio: cartoni, coperte, sacchi a pelo gli unici strumenti a loro disposizione. Poi la carità e l’attenzione dei residenti del quartiere e delle associazioni di volontariato che si preoccupavano di portare loro bevande calde e cibo. “Ma non è bastato a fermare i carabinieri e la polizia municipale che di lì a qualche giorno, in tenuta antisommossa, hanno deciso di sgomberarli, sequestrandogli le coperte e comminandogli l’onerosa sanzione” racconta Costantino Giordano, segretario nazionale di Avvocati di Strada.

L’intervento degli avvocati. “Venuti a conoscenza del caso del Beltrame – racconta Mumolo, presidente di Avvocati di Strada – abbiamo chiesto la revoca delle multe in autotutela, perché è nostra opinione che la povertà non vada sanzionata: multare una persona che dorme per strada non aiuta la persona a risollevarsi dalla propria condizione di marginalità e soprattutto non consente di fare cassa a chi è creditore, perché quei soldi non li potrà ottenere mai”. E dopo circa un anno i legali della Onlus sono riusciti ad avere un’audizione davanti alla dirigente che gestisce le entrate per le sanzioni amministrative e ad ottenere la revoca delle multe. “Come se non fossero mai esistite” commenta Giordano.

Un precedente importante. Una vittoria che può anche rappresentare un precedente importante in tal senso. “Le multe ai senza tetto – dice Antonio Mumolo – sono un controsenso: chi vive in strada viene multato per vagabondaggio, perché dorme in stazione senza un biglietto in tasca. Le multe non possono essere pagate e quindi i debiti si moltiplicano. Finché una persona vive in strada non succede nulla, ma se per caso trova un lavoro e una casa può trovarsi a dover pagare un debito di migliaia di euro: a volte proprio per paura di dover affrontare questi debiti i senza tetto preferiscono rimanere nella propria condizione di marginalità, privi di residenza anagrafica e di tutti i diritti (sanità, voto, pensione) ad essa correlati”.

(07 novembre 2012)

Fonte: www.repubblica.it

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