“Il bacino del fiume Po è, per estensione, popolazioni che vi abitano e vi lavorano, una delle zone più importanti del Paese. Per questo è importante avviare un’azione che miri alla messa in sicurezza del fiume, al renderlo navigabile, allo sviluppo di progetti turistici. Anche la Regione Emilia-Romagna ha approvato un atto di indirizzo politico a sostegno del Progetto Strategico Speciale Valle del fiume Po, ma con un decreto-legge questo Governo ha modificato le risorse nazionali disponibili del FAS, sottraendo al progetto Valle Po i fondi originariamente assegnati dal CIPE. E’ invece necessario che essi vengano ripristinati”.

Questo il contenuto di una Risoluzione del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna, che vede tra i firmatari il consigliere regionale PD Antonio Mumolo.

Nella Risoluzione si leggono i numeri di una delle realtà più importanti d’Italia, non solo in termini fluviali ma anche per quanto attiene i territori che la costeggiano: «Il fiume Po è il principale fiume italiano, con una lunghezza di 652 chilometri e il bacino idrografico più grande d’Italia, che si estende per quasi a un quarto dell’intero territorio nazionale, interessa circa 3.200 comuni, oltre l’Emilia-Romagna altre sei regioni e la provincia autonoma di Trento e una popolazione di circa 16 milioni di abitanti.
Per la densità abitativa del territorio, le attività produttive insediate, le infrastrutture e il grado di utilizzazione della risorsa idrica il bacino del Po rappresenta una realtà eccezionalmente varia, un punto nevralgico dell’economia nazionale: in quest’area si forma il 40 per cento del prodotto interno lordo e si collocano il 37 per cento dell’industria nazionale, che sostiene il 46 per cento dei posti di lavoro, il 55 per cento della zootecnia, il 35 per cento della produzione agricola. Le problematiche che affliggono l’area del grande fiume, lungamente trascurate nel corso del tempo, si sono rese quanto mai visibili negli ultimi anni e richiedono azioni composite, urgenti e condivise”.

OG2011032757

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