Le pietre d’inciampo sono il più grande monumento diffuso d’Europa dedicato ai deportati nei lager nazisti. Sono sanpietrini, incorporati nel selciato stradale delle città, con una piastra in ottone in cui è inciso il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. L’idea è ridare un nome a tutti coloro che, appartenenti a diverse etnie e religioni, vennero ridotti dal regime nazista a numeri.

L’espressione “inciampo” va intesa non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera.
Nel 2016 io stesso mi ero impegnato per la diffusione delle pietre d’inciampo, presentando una risoluzione approvata dall’Assemblea Regionale.

Sono quindi particolarmente contento che oggi l’artista Gunter Demnig posi 15 pietre d’inciampo a Bologna.
Come scriveva Primo Levi, infatti, l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria. #pietredinciampo #Bolognaèmemoria

📌 http://www.comune.bologna.it/pietre-inciampo

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