“Una sentenza importante che chiarisce una volta per tutte un concetto per noi fondamentale: i volontari delle feste sono volontari”. Così il consigliere regionale PD Antonio Mumolo commenta la sentenza emessa dal Tribunale di Rimini, che rigetta la tesi secondo la quale questo tipo di prestazione si possa equiparare a quella di un rapporto di lavoro subordinato.



La vicenda nasce lo scorso anno a seguito dei rilievi della Guardia di Finanza alla Festa dell’Unità di Morciano che si concludono con un verbale che prevede una sanzione agli organizzatori per il mancato rispetto delle norme vigenti in tema di lavoro subordinato. A seguito di ciò, l’Inail chiede la regolarizzazione dei rapporti di lavoro dei volontari della Festa.



“E’ a questo punto che il segretario del PD di Morciano, Christian D’Andrea mi ha contattato per raccontarmi questa vicenda e chiedere la mia collaborazione” commenta Mumolo, che, in qualità di avvocato, decide di assumere l’incarico, avvalendosi della collaborazione del penalista Salvatore Tesoriero e del commercialista Marco Faleo. Fino alla decisione del giudice del 18 luglio scorso che smonta le tesi della Guardia di Finanza e le richieste dell’Inail e definisce volontario il rapporto prestato “affectionis vel benvolentiae causa” – come recita la sentenza.



“La decisione del giudice ci soddisfa molto – dichiara Mumolo – perché ci consente di continuare ad organizzare le Feste consapevoli che il prezioso lavoro svolto dai volontari sia da considerarsi, appunto, volontario. Oltretutto la sentenza non riguarda solo le iniziative dei partiti ma anche quelle delle associazioni che organizzano simili appuntamenti di autofinanziamento. Quindi credo che questa vicenda possa essere considerata una vittoria per il PD e per tutti quelli che credono nell’impegno e nella passione civile”.

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