Con l’atto arrivato oggi la Procura di Bologna mi chiede chiarimenti su alcune spese che ho sostenuto nel 2010 e nel 2011 in qualità di consigliere regionale. Si tratta di una cifra di circa seimila euro, composta per lo più da spese di spostamento (treno e taxi), effettuate per l’espletamento del mio mandato da consigliere regionale e per raggiungere le sedi delle iniziative dove venivo invitato per parlare delle mie attività in Regione.

Questa situazione, che riguarda oltre me la quasi totalità dei consiglieri regionali in carica, mi addolora, eppure sono tranquillo perché so cosa ho fatto in questi anni e posso dire in coscienza di non aver mai speso un euro in maniera non lecita o senza seguire scrupolosamente i regolamenti dell’Assemblea legislativa.

Come sa chi mi conosce e chi segue le mie attività politiche, in questi anni mi sono sempre battuto per la riduzione delle spese della politica e per la trasparenza. Sono stato uno dei promotori della legge sull’anagrafe pubblica degli eletti e della legge che ha consentito di rinunciare al proprio vitalizio ai consiglieri in carica. Non appena è stato possibile ho quindi rinunciato al mio vitalizio, facendo risparmiare alla collettività una cifra di oltre 300mila euro.

Ribadisco la mia totale fiducia nei confronti della magistratura e mi metto a completa disposizione dei pubblici ministeri per ogni chiarimento. Spero di poter essere ascoltato al più presto per dare tutte le informazioni necessarie sulle spese che mi vengono contestate e per chiedere di conseguenza l’archiviazione della mia posizione.

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