Antonio Mumolo è tra i trecento giuristi ed esperti di diritto del lavoro che hanno firmato un appello contro il disegno di legge che prevede una serie di cambiamenti nel processo del lavoro e in particolare sull’arbitrato. I firmatari formulano diverse critiche al testo rimandato alle Camere, in particolare sul fatto che non sia sufficientemente tutelata la “parte contrattuale debole” , il lavoratore, che sarebbe costretto a scegliere tra Tribunale e arbitrato all’atto dell’assunzione, lasciando un ovvio potere di ricatto alle imprese. Chiedono quindi che il Parlamento proceda allo stralcio degli articoli 30, 31, 32 e 50 del testo di legge.

Domenica 25 aprile l’appello è stato pubblicato a pagamento sul quotidiano “Il Sole 24 ore”. La battaglia di questi avvocati, fra cui compaiono nomi di peso come Luigi Montuschi, Carlo Smuraglia, Valerio Onida Sergio Mattone, Andrea Proto Pisani,Stefano Merlini, Luciano Gallino e Piergiovanni Alleva ma anche tanti docenti universitari dell’Alma mater di diritto del lavoro, costituzionale e civile, è parallela a quella del sindacato della Cgil, che lunedì 26 ha manifestato anche a Bologna sotto la Prefettura.

L’appello

300 Giuristi Contro La Riforma Del Processo Di Lavoro

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