In questi giorni sul sito internet della Margherita, e su alcuni blog riguardanti i i temi dei diritti dei consumatori sono apparsi i primi commenti alla sentenza sul decoder unico vinta dall’Avvocato Mumolo contro Sky. In questa pagina ne riportiamo alcuni stralci

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Dal sito web della Margherita
Sky condannata sul decoder unico, ma vale solo per uno

Roma, 19-06-2006

Sky, la compagnia leader in Italia della tv satellitare italiana, non può imporre ai propri abbonati l’utilizzo di un proprio decoder. E’ sulla base di questo principio, infatti, che Andrea Zardi, giudice di pace di Bologna, il 14 marzo scorso, su richiesta dell’avvocato Antonio Mumolo ha condannato l’azienda di Murdoch per “inadempimento contrattuale”. Velocemente i fatti che tutti conosciamo: nel 2005 Sky Italia modifica il proprio accesso condizionato (da Seca2 a Nds), fornendo agli utenti un proprio decoder adatto per la ricezione del nuovo segnale (altrimenti irricevibile da tutti gli altri tipi di decoder). Questo decoder Sky, di fatto, non e’ in grado di ricevere tutti i programmi diffusi da altre emittenti in chiaro e ha , inoltre, ridotte capacità di memorizzazione. L’avvocato Mumolo, proprietario del suo decoder, non ci sta, ha rifiutato il decoder SKY perché in possesso di un ricevitore migliore più canali e ha maggiori funzioni, inoltre e’ convinto che l’azione di Sky ponga non solo un problema di inadempimento contrattuale, ma “anche un problema di concorrenza, poiché con questa mossa Sky detiene in pratica il monopolio dei decoder.

Nel procedimento si è ricordato che già nel 2000 L’Autorità garante per le comunicazioni, aveva deliberato che “gli operatori di accesso condizionato (tra cui Sky, ndr) sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi televisivi in chiaro”.

Il decoder fornito da Sky non solo non consente la ricezione di molti programmi in chiaro, ma di fatto rende inutilizzabili tutti i decoder in commercio, visto che Sky utilizza la codifica Nds e ne vieta le decodifica ai ricevitori non proprietari di SKY. Il giudice di pace ha condannato quindi Sky al ripristino del segnale per Mumolo e al pagamento di un risarcimento. Questa sentenza, se ci fosse la “Class-action” (azioni collettive, per cui più soggetti possono unirsi in un’azione legale riducendo i costi), avrebbe un grande valore perché SKY sarebbe costretta a far vedere i propri canali su tutti i decoder in commercio. Purtroppo questa sentenza è valida solo per chi ha portato in giudizio SKY è per questo che tutti auspichiamo che il nuovo Governo acceleri i tempi per l’emanazione di una legge sulla”Class-action”, nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un Giudice di pace.

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Dal Blog “Diario” di Mauro Vergani
“In difesa dei diritti dei consumatori tecnologici! Il libero pensiero di chi dedica il proprio tempo in difesa dei diritti dei consumatori.”

Senza la “Class-action” SKY ci guadagna.

Sky, la compagnia leader in Italia della tv satellitare italiana, non può imporre ai propri abbonati l’utilizzo di un proprio decoder. E’ sulla base di questo principio, infatti, che Andrea Zardi, giudice di pace di Bologna, il 14 marzo scorso, su richiesta dell’avvocato Antonio Mumolo ha condannato l’azienda di Murdoch per “inadempimento contrattuale”. Velocemente i fatti che tutti conosciamo: nel 2005 Sky Italia modifica il proprio accesso condizionato (da Seca2 a Nds), fornendo agli utenti un proprio decoder adatto per la ricezione del nuovo segnale (altrimenti irricevibile da tutti gli altri tipi di decoder). Questo decoder Sky, di fatto, non e’ in grado di ricevere tutti i programmi diffusi da altre emittenti in chiaro e ha , inoltre, ridotte capacità di memorizzazione. L’avvocato Mumolo, proprietario del suo decoder, non ci sta, ha rifiutato il decoder SKY perché in possesso di un ricevitore migliore più canali e ha maggiori funzioni, inoltre e’ convinto che l’azione di Sky ponga non solo un problema di inadempimento contrattuale, ma “anche un problema di concorrenza, poiché con questa mossa Sky detiene in pratica il monopolio dei decoder

Nel procedimento si è ricordato che già nel 2000 L’Autorità garante per le comunicazioni, aveva deliberato che “gli operatori di accesso condizionato (tra cui Sky, ndr) sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi televisivi in chiaro”.

Il decoder fornito da Sky non solo non consente la ricezione di molti programmi in chiaro, ma di fatto rende inutilizzabili tutti i decoder in commercio, visto che Sky utilizza la codifica Nds e ne vieta le decodifica ai ricevitori non proprietari di SKY. Il giudice di pace ha condannato quindi Sky al ripristino del segnale per Mumolo e al pagamento di un risarcimento. Questa sentenza, se ci fosse la “Class-action” (azioni collettive, per cui più soggetti possono unirsi in un’azione legale riducendo i costi), avrebbe un grande valore perché SKY sarebbe costretta a far vedere i propri canali su tutti i decoder in commercio. Purtroppo questa sentenza è valida solo per chi ha portato in giudizio SKY è per questo che tutti auspichiamo che il nuovo Governo acceleri i tempi per l’emanazione di una legge sulla”Class-action”, nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un Giudice di pace.

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