(REDATTORE SOCIALE) Senza dimora. “Evaso” dalla panchina è stato prima condannato e poi assolto

panchina

Era agli arresti domiciliari. Sono in tanti gli homeless a scontare il carcere anche quando potrebbero avere pene alternative se avessero una casa. Per sorvegliarli, secondo Avvocati di strada, basterebbero i braccialetti elettronici. La storia di Ilario Bonazzoli.

(RED.SOC.) MILANO – In primo grado il Tribunale lo aveva condannato perché non si era fatto trovare in casa, nonostante fosse agli arresti domiciliari. Era il 2009. Peccato che l’uomo, Ilario Bonazzoli, 43 anni, fosse senza dimora. La sua “casa” doveva essere il parco di fronte al Municipio di Borgosatollo, un paese alle porte di Brescia. Per tre volte i poliziotti che lo sorvegliavano hanno notato una sua “evasione” dalla panchina. Alla fine e’ arrivata la denuncia e la condanna in primo grado ad altri dieci mesi di carcere. Il 12 gennaio la sentenza d’appello la ribalta e sancisce che Bonazzoli debba lasciare il penitenziario di Ivrea dove e’ attualmente detenuto. Ma il problema, a questo punto, ricade sui servizi sociali di Borgosatollo, dove il senza dimora dovrà alloggiare: “Oggi come oggi, non saprei nemmeno dove alloggiarlo, non abbiamo strutture da offrirgli – commenta il sindaco di Borgosatollo Francesco Zanardini -. L’unico aiuto che gli possiamo dare e’ trovare una residenza fittizia”. La storia di Ilario Bonazzoli è unica, non fa scuola. Ma apre scenari interessanti a chi da 13 anni si occupa di difendere i diritti dei senza dimora, come l’associazione Avvocati di strada. Per quanto assurdo sia obbligare chi non ha una una casa a restare su una panchina, la sentenza potrebbe marcare un cambio culturale: “Non ho visto le carte – ragiona il presidente di Avvocati di strada Antonio Mumolo – e il mio giudizio non può essere molto approfondito, ma di primo impatto non la giudico negativa di per se'”. Ai senza dimora infatti di norma viene comminata una pena da scontare in carcere anche quando la sentenza prevederebbe una misura cautelare minore. Ma come si fa a sorvegliare una persona che non ha un domicilio? La risposta, per l’avvocato Mumolo, c’e’: attraverso il braccialetto elettronico annunciato dal Governo Letta a dicembre. Una misura al centro delle polemiche proprio in questi giorni: il 15 gennaio il capo della Polizia Alessandro Pansa ha dichiarato alla Commissione giustizia della Camera in relazione al decreto Cancellieri che al momento ne sono utilizzati 90, anche se il costo complessivo è di 5 milioni di euro. Eppure lo strumento, potenzialmente, potrebbe aiutare il sistema carcerario a risparmiare soldi e celle. Di cifre esatte sui detenuti senza dimora non ne esistono, ma esistono altri numeri che possono dare un’idea dell’entità del fenomeno. Secondo l’ultima ricerca FioPSD – Istat il 13,2 per cento dei 50 mila senza dimora d’Italia ha avuto esperienze con il carcere. Non per tutti la cella era necessaria. A questo si aggiungono le esperienze di Antigone e Ristretti orizzonti, che segnalano moltissimi casi di senza dimora costretti a stare in carcere. “L’introduzione del braccialetto unito all’obbligo di firma ogni giorno potrebbe contribuire ad evitare la sperequazione di trattamento tra chi ha una casa e chi no – e’ la conclusione di Mumolo -. Permetterebbe di seguire i senza dimora senza obbligarli a stare in carcere. L’evasione ci sarebbe solo nel caso in cui qualcuno si strappasse il braccialetto”. (lb) (www.redattoresociale.it) 13:07 16-01-14 NNNN

Lo speciale del giornale di strada Shaker: “Se mi guardi ti voto”

Shaker, il giornale di strada di Roma scritto da redattori senza dimora ha realizzato un numero speciale intitolato “Se mi guardi ti voto” dedicato al diritto di voto delle persone che vivono in strada. Nello speciale anche un articolo scritto da Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus. A questo indirizzo lo speciale completo

Shaker Maggio 2013 Speciale Voto

Residenza e diritto di voto. L’appello di Avvocato di strada ai sindaci italiani per garantire alle persone senza dimora la possibilità di votare

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“Il 24 e il 25 febbraio si terranno le elezioni politiche. Si tratta di un momento fondamentale per la vita del paese, dal quale però rischiano di essere escluse decine di migliaia di persone, colpevoli unicamente di essere povere.” E’ questo l’appello lanciato dall’Associazione Avvocato di strada a pochi giorni dal voto.

“Secondo il censimento realizzato recentemente dall’ISTAT in collaborazione con la FIOPSD e numerose associazioni di volontariato, oggi in Italia vivono in strada circa 50mila persone, italiane e straniere. Uno dei problemi più sentiti da queste persone – sottolinea Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada – è senza dubbio quello della mancanza della residenza anagrafica, senza la quale si perdono gran parte dei diritti civili. Chi vive in strada, infatti, non può ricevere cure se non di pronto soccorso, non può ricevere una pensione neanche se ne ha diritto, non può fare domanda per una casa popolare, non può iscriversi alle liste del collocamento e molto spesso non può essere preso in carico nemmeno dai servizi sociali.”

“La residenza è un requisito così importante che la legge stabilisce che ogni comune è obbligato a darla a chiunque viva nel proprio territorio, ma questo, purtroppo, non sempre avviene. Concedendo la residenza i Comuni hanno timore di doversi fare carico di tante persone in difficoltà. Così facendo, tuttavia, ottengono un effetto opposto, perché, oltre a non rispettare la legge, costringono le persone a rimanere in un limbo dove non possono far valere i propri diritti e dove è difficile intraprendere qualsiasi percorso di reinclusione.”

“Un’altro dei diritti che si perde se non si ha la residenza è il diritto di voto, attivo e passivo. Chi non risulta in nessuna lista anagrafica, infatti, non viene iscritto nelle liste elettorali. La Costituzione italiana all’art. 48 recita che il diritto di voto “non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Non è dunque ammissibile che una persona non possa votare perché semplicemente è povera, ma questo è quello che avviene. A pochi giorni dal voto – conclude Mumolo – facciamo dunque un appello a tutti i sindaci degli ottomila comuni italiani perché si facciano garanti del diritto alla residenza delle persone che vivono in strada nel loro territorio, consentendogli di votare e rispettando un loro diritto costituzionale.”

01.03.13 Antonio Mumolo a Piacenza per il convegno “La residenza anagrafica. Un diritto di tutti?”

Venerdì 1 marzo 2013 si terrà a Piacenza il convegno “La residenza anagrafica. Un diritto di tutti?”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Piacenza, è organizzata dalla Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio in collaborazione con l’Associazione Avvocato di strada Onlus. Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Piacenza con 2 crediti formativi

CONVEGNO
LA RESIDENZA ANAGRAFICA. UN DIRITTO DI TUTTI?

1 marzo 2013 h.15
c/o Centro “Il Samaritano”
Caritas Diocesana
Via Pietro Giordani 12 – Piacenza

01.03.13 A Piacenza il convegno "La residenza anagrafica. Un diritto di tutti?" by

SENZA FISSA DIMORA,
SENZA TETTO, SENZA DIRITTI
…nel nostro ordinamento giuridico c’è differenza tra il residente e la persona senza tetto? La residenza è un diritto soggettivo…

ART. 16
DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
…ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…

SENZA RESIDENZA
…non si appartiene ad alcuna circoscrizione territoriale;
non si ha accesso al servizio di welfare locale;
non si può percepire una pensione;
non si può usufruire del patrocinio a spese dello Stato…

SENZATETTO IN TEMPO DI CRISI
…dati e riflessioni sui senzatetto in Italia e a Piacenza…

SU QUESTI TEMI INTERVERRANNO:

• diac. GIUSEPPE CHIODAROLI
Direttore Caritas diocesana di
Piacenza-Bobbio

• Dott. ROMANO MINARDI
funzionario responsabile del settore Servizi Demografici del Comune di Bagnacavallo (RA), componente della giunta esecutiva di ANUSCA (Associazione Nazionale Ufficiali Stato Civile ed Anagrafe)

• Dott.ssa MARINA MARCHETTI
presidente della sezione civile presso il Tribunale di Piacenza

• Prof. GIAMPAOLO NUVOLATI
docente di Sociologia urbana,
Università di Milano Bicocca

• Avv. ANTONIO MUMOLO
presidente dell’associazione
nazionale “Avvocato di strada” Onlus, organizzazione di volontariato

• Avv. DANIELE GARDI
coordinatore dello sportello
“Avvocato di strada” presso Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio

La sala dove si svolgerà l’evento contiene 130 posti a sedere; 70 posti circa sono stati riservati agli avvocati.
All’interno della struttura vi è un comodo parcheggio riservato agli ospiti.

CONTATTI
Email: piacenza@avvocatodistrada.it
Caritas diocesana Piacenza-Bobbio, via Pietro Giordani, 21 29121 Piacenza
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/217166441760938/

“Chi finisce per strada senza residenza viene privato di ogni diritto”. L’Avanti intervista Antonio Mumolo

Il presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus Antonio Mumolo è stato intervistato dal quotidiano on line “L’Avanti”

Mumolo: “Chi finisce per strada senza residenza viene privato di ogni diritto”

Pubblicato il 24-01-2013

avanti

«Una grande nazione deve essere attenta ai vulnerabili e proteggere i propri cittadini dagli incidenti e dalle disgrazie della vita». Sembrano parole legate ad altri tempi e a paesi lontani dalle logiche democratiche e dello Stato sociale, invece sono affermazioni che assumono una rilevanza preoccupante se a pronunciarle è il presidente degli Stati Uniti, in occasione del suo “speech” inaugurale per il secondo mandato. Se il grado di civiltà di uno Stato si misura sulla sua capacità di aiutare i più deboli, in Italia c’è poco di cui andare fieri. Il caso del clochard trovato morto a Napoli, nei pressi de Teatro San Carlo, è solo l’ultimo di una lunga scia di vergogna. Non è un coincidenza che l’Europa abbia recentemente condannato il nostro Paese per la violazione della Carta sociale europea che sancisce l’impegno a garantire l’effettivo esercizio del diritto all’abitazione, attraverso “misure destinate a prevenire e ridurre lo status di ‘senza tetto’ in vista di eliminarlo gradualmente”. Lettera morta visto che, gli ultimi studi, parlano di un fenomeno sempre in crescita. Ma soprattutto, come afferma all’Avanti! l’avvocato Antonio Mumolo, presidente di “Avvocato di strada”, associazione di volontariato che offre tutela legale ai senza fissa dimora, «La cosa più grave che abbiamo riscontrato con il nostro lavoro è il cambiamento della tipologia delle persone che finiscono in strada». Per dirla in breve, ognuno di noi da domani mattina potrebbe trovarsi al posto di un senzatetto. (altro…)