Concorso Arpa, selezione legittima? Mumolo interroga la giunta regionale

Dopo le due selezioni indette di recente da Arpa Emilia-Romagna per l’assunzione di un collaboratore amministrativo, la prima presso la direzione generale e la seconda presso la direzione amministrativa, con numerosi concorrenti risultati idonei e inseriti nelle graduatorie finali di merito della durata di 3 anni, il 13 giugno scorso, la stessa Arpa “ha indetto un ulteriore selezione per il medesimo profilo professionale con evidente aggravio di costi per la pubblica amministrazione”.

La segnalazione giunge dal consigliere regionale PD Antonio Mumolo in un’interrogazione presentata alla Giunta regionale per sapere se “sia legittima l’indizione di una nuova procedura selettiva, nonostante la disponibilità per lo stesso profilo ricercato di graduatorie ancora in corso di validita”.

Il consigliere del Pd vuole anche sapere se la Giunta non ritenga che tale “modus operandi non infici il principio di buon andamento, economicità, efficacia e celerità dell’azione amministrativa e, infine, se per venire incontro ad esigenze di revisione della spesa pubblica” si pensi di utilizzare in altri enti o Agenzie della Regione le professionalità “già duramente selezionate e disponibili nelle graduatorie in corso di validita”. (altro…)

Mumolo interroga la giunta regionale: “A rischio il posto di lavoro di oltre quattrocento postini”

“Poste Italiane SpA ha annunciato una vasta opera di riorganizzazione degli uffici e del lavoro in azienda che coinvolgerà 5 regioni:
Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Basilicata. Dal 2013 in poi, la “razionalizzazione” delle zone di recapito dovrebbe investire il resto dell’Italia e portare – secondo i sindacati – a qualcosa come 12.000 “esuberi”: entro un anno, ci sarà una vera propria ecatombe per i dipendenti delle Poste, che si ritroveranno disoccupati.” Lo afferma in un’interrogazione presentata oggi in Assemblea legislativa il consigliere regionale PD Antonio Mumolo.

“In Emilia-Romagna, sottolinea il consigliere PD – Poste Italiane ha deciso un taglio di 466 zone di recapito, che porterà all’esubero di moltissimi postini. La Cisl-Slp parla di un taglio lineare del 15% sulla copertura dei recapiti le cui conseguenze cadranno inevitabilmente sui lavoratori. Le provincie più colpite sono quella di Bologna, con 137 tagli di zona (eliminato il 21% delle zone di consegna, contro una media regionale del 15%), Modena con 73, Parma con 50, Piacenza e Ravenna con 32, Ferrara con 31, Reggio Emilia 30, Forlì 24 e Rimini con 22. E tutto questo avviene anche se il bilancio 2011 di Poste italiane ha registrato 846 milioni di euro di utili.”

“A dettare la scelta – prosegue Mumolo nella risoluzione – sarebbe un coefficiente, utilizzato da Poste Italiane SpA per l’organizzazione del lavoro, che tiene conto del volume di corrispondenza, della distanza tra l’ufficio postale e la zona di recapito, dei numeri civici, di quante famiglie e negozi ci sono in zona e del tragitto totale per attraversarla tutta, da una parte all’altra. Si tratta di una scelta industriale che forse renderà più uniforme la distribuzione dei postini, ma che intanto getterà nel panico quasi duemila dipendenti in tutto il paese. L’ultima riorganizzazione aveva già ridotto il personale in regione di 300 unità limitando ogni singolo recapito a 5 giorni alla settimana”.

“Con l’interrogazione presentata oggi – conclude Mumolo – chiedo alla Giunta regionale se è al corrente della situazione e se quanto denunciato dai sindacati corrisponde al vero. Chiedo inoltre se non ritenga di attivarsi in tutte le sedi più opportune per scongiurare le ricadute sul livello occupazionale della regione e perché sia chiarito e mitigato l’impatto della riorganizzazione sulle aree colpite dal sisma.”

Interrogazione Tagli Poste

Disservizi in sanità. Mumolo interroga la giunta regionale

E’ noto l’alto profilo di professionalità che contraddistingue la sanità bolognese, – afferma il consigliere regionale Antonio Mumolo (PD) in una interrogazione rivolta alla Giunta regionale – tuttavia “episodi di sconcertanti disservizi” potrebbero rischiare di offuscare la professionalità e la dedizione degli operatori, oltre all’immagine della stessa sanità emiliano-romagnola.

Il consigliere prende a riferimento una lunga lettera aperta, riportata integralmente nell’interrogazione, in cui un cittadino ha denunciato agli organi di stampa e all’assessore regionale Carlo Lusenti una “situazione veramente paradossale, che – scrive Mumolo – “merita attenzione e un intervento risolutivo”.

La lettera, che si apre con una sorta di titolo di questo tenore: “La Sanità a Bologna…alcuni paradossali disservizi che ti lasciano senza parole…”, riporta le traversie subite in 48 ore dal cittadino in questione, che, “a causa di un lieto evento” in famiglia, starebbe “vivendo la sanità locale in prima persona e in maniera continuativa”.

L’autore afferma di non aver mai pensato che “fossimo in uno stato organizzativo (e paradossale)” come quello che si appresta a descrivere nella lettera, rilevando “situazioni vissute in prima persona”, “che vanno al di là della normalità e che meritano di essere denunziate, capite e risolte”.

Nella lettera, il cittadino ricorda che alla moglie, in gravidanza, sono stati prescritti alcuni esami da effettuare entro tempi determinati.
Così ha inizio l’odissea: né l’ospedale Sant’Orsola, né il Maggiore, appositamente interpellati, hanno posto per effettuare il primo esame (al Sant’Orsola si potrebbe fare subito a pagamento), all’ospedale di Bentivoglio non lo eseguono, mentre l’ospedale di Bazzano risponde che l’esame non è prenotabile in quanto la signora non è seguita dallo stesso nosocomio per tutta la gravidanza. A questo punto, visto che l’esame deve essere eseguito entro la tredicesima settimana, l’autore della lettera e sua moglie optano per la prenotazione a pagamento.

E non va meglio per un altro esame: il primo intoppo riguarda la prescrizione del medico curante. I coniugi si recano in orario di ricevimento, alle 18.00, presso l’ambulatorio, che però è chiuso. Il medico, interpellato al cellulare, afferma di essere assente, ma di avere un sostituto, che forse ha chiuso perché non ha visto nessuno, anche se l’ambulatorio dovrebbe garantire reperibilità ed apertura sino alle 19.30.

Tornato all’indomani mattina in ambulatorio, il cittadino in questione, oltre all’attesa di più di un’ora, assiste a una scena “per così dire indegna”: visto il bagno chiuso per guasto (da quasi 10 giorni, come ha appurato lo scrivente), un anziano paziente in attesa, con evidenti necessità, bussa dal medico e gli chiede di poter usufruire del bagno “privato”. La risposta “arrogante” del medico – riportata nella lettera – è “ma che chiave…se deve andare in bagno vada al bar”.

E non è finita qui: ottenuta la prescrizione, il cittadino va al Cup della farmacia dove lo informano del fatto che l’esame in questione non risulta a sistema e che per avere informazioni si deve rivolgere al n. 800033033 del Servizio Sanitario Regionale.

Sentito il numero verde, l’autore della lettera apprende che l’esame viene effettuato solo nel distretto Ausl di Imola (Imola, Castel San Pietro, etc.). E qui la storia si complica, perché l’autore racconta nella lettera di essersi dovuto recare a Castel San Pietro tre volte: “una volta per prenotare, perché dal Cup di Bologna non si può, nemmeno on line, una volta per eseguire l’esame e un’altra per ritirare il referto. Totale 216 km, di cui 72 (la volta dell’esame) con una donna incinta, peraltro con gravidanza a rischio”.

Alla luce di questo scritto, Mumolo chiede alla Giunta regionale quali azioni intenda attivare per evitare il ripetersi di simili disservizi e se non ritenga di adottare un atto di indirizzo per le strutture sanitarie regionali, affinchè non possano ripetersi risposte come quella data dall’ospedale di Bazzano.

OG2012020602

Il Governo pronto a riorganizzare la distribuzione degli uffici giudiziari. Mumolo: “A rischio le sezioni distaccate di dieci comuni, con inevitabili ripercussioni sui cittadini”

Il consigliere regionale PD Antonio Mumolo ha presentato all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna un’interrogazione a risposta scritta sulla riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio regionale.

“Lo scorso 1 settembre – afferma il consigliere Mumolo – la Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che delega al Governo l’emanazione di uno o più decreti legislativi volti alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari con l’obiettivo di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza. La delega al Governo può portare alla cancellazione delle sezioni distaccate dei Tribunali in importanti realtà del territorio regionale e al loro accorpamento alle sedi di Tribunale limitrofe, e, sono inoltre ipotizzabili anche riduzioni del numero degli Uffici del Giudice di Pace.”

“In Emilia – prosegue il consigliere – sono presenti dieci Sezioni Distaccate di Tribunale nei Comuni di Carpi, Cesena, Faenza, Fidenza, Guastalla, Imola, Lugo, Pavullo nel Frignano, Porretta Terme e Sassuolo. Le Sezioni Distaccate di Porretta Terme e di Pavullo nel Frignano, collocate in territori di alta e media montagna caratterizzati da collegamenti viari non particolarmente agevoli, rispettivamente a 60 ed a 42 km dalla Sede principale, svolgono un ruolo particolarmente significativo a supporto della popolazione. Presso la Sezione distaccata di Porretta Terme del Tribunale di Bologna, ad esempio, vengono annualmente iscritti oltre 1.100 procedimenti civili, con una media, nel triennio 2007 – 2009, di quasi 180 procedimenti penali.

“Questo carico di lavoro, ormai consolidato nel tempo, – sottolinea Mumolo – giustifica ampiamente la presenza e la permanenza di una Sezione distaccata e la presenza di un Magistrato togato titolare. La presenza della Sezione Distaccata del Tribunale di Bologna assume una notevole importanza anche dal punto di vista sociale, in quanto permette di trattare con velocità ed efficienza le pratiche di volontaria giurisdizione quali amministrazioni di sostegno (in continuo aumento e passate dalle 47 del 2007 alle oltre 150 attuali), pratiche ereditarie ed altre che interessano direttamente i cittadini e le istituzioni

“L’eventuale soppressione della Sezione Distaccata di Porretta Terme priverebbe una quota significativa di abitanti della montagna bolognese di importanti servizi. Per questo – conclude Mumolo – chiedo alla Giunta regionale che valutazione viene data ai possibili effetti della riorganizzazione degli uffici giudiziari, e che iniziative intende assumere per assicurare la continuità di servizi essenziali per i cittadini, in particolare in zone svantaggiate del territorio emiliano – romagnolo come i Comuni che fanno capo alle Sezioni distaccate di Tribunale di Porretta Terme e di Pavullo nel Frignano.”

Interrogazione riorganizzazione uffici giudiziari

Associazioni dei consumatori tenute fuori dagli ospedali. Antonio Mumolo interroga la giunta regionale

Il consigliere regionale PD Antonio Mumolo ha presentato in Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna un’interrogazione a risposta scritta alla giunta regionale per chiedere informazioni sulla discrezionalità con cui alcune direzioni ospedaliere consentono l’accesso alle proprie strutture alle associazioni di consumatori.

“In Italia – afferma il consigliere Mumolo – ormai da molti anni è prevista la presenza delle associazioni che difendono i diritti dei cittadini negli ospedali. Il D.L. 502/92 all’art. 14 dispone che le Regioni determinano le modalità di questa presenza nelle strutture, mentre la L.R 19/94 all’articolo 15 dispone che la Regione assicuri e garantisca la partecipazione e la tutela dei diritti dei cittadini nella fruizione dei servizi sanitari nelle materie e nelle forme previste dallo stesso articolo 14 del decreto legislativo di riordino, dalle disposizioni della presente legge e da specifiche direttive emanate dalla Giunta regionale rivolte agli organi delle Aziende-Unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere della Regione.”

“Purtroppo – prosegue il consigliere – alcune associazioni presenti sul territorio regionale hanno segnalato una non comprensibile discrezionalità, da parte di talune direzioni ospedaliere, ed in particolare del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, nel consentire o meno l’accesso alle strutture sanitarie. Questa discrezionalità penalizza ingiustamente le associazioni che vengono escluse, e non favorisce gli stessi malati, che non possono scegliere liberamente a quale associazione rivolgersi.” (altro…)