CIE inefficacaci e disumani, serve accoglienza diffusa e responsabilità condivisa

Abbiamo conosciuto i CIE come luoghi disumani, in cui sono state recluse, per mesi, moltissime persone che non avevano commesso reati. Qualche anno fa ci eravamo battuti con forza per la loro chiusura, denunciando la violazione dei più elementari diritti umani.

Oggi sappiamo anche, con certezza, che i Cie si sono dimostrati inefficaci ed eccessivamente costosi.
Il rapporto CIE della Commissione diritti umani del Senato è chiaro e riporta quanto denunciato da anni dalle tante associazioni che con i migranti portano avanti un lavoro serio ed efficace; in quelle strutture è arrivata negli anni una percentuale minima (appena l’1,2%) degli stranieri irregolari presenti sul territorio, difficili da espellere anche perché i paesi di origine spesso rifiutano di accettare il ritorno dei soggetti davvero pericolosi.

I CIE finiscono quindi per essere una misura inutilmente punitiva per quei migranti per i quali sarebbe molto più semplice e meno oneroso pensare a un percorso di accoglienza (come per le badanti senza il permesso di soggiorno o i lavoratori a cui è scaduto il contratto e sono finiti nell’irregolarità).

Il piano del Governo per consentire di identificare ed eventualmente espellere le persone che arrivano sul nostro territorio, ove non avessero diritto a rimanervi, andrà valutato nel dettaglio; riteniamo però fin d’ora che si dovrebbero promuovere programmi di ritorno volontario assistito e progetti di reintegrazione per i migranti irregolari che non abbiano commesso reati.

Il punto più difficile su cui lavorare è quello degli accordi con i paesi di origine, unica via per garantire il rimpatrio a chi abbia commesso reati gravi. Per i migranti che hanno commesso reati comuni, il sistema di identificazione può essere attivato già durante il periodo di detenzione in carcere, in cooperazione con i Consolati dei paesi di origine, senza ulteriore soggiorno nei CIE a fine pena.

Le grandi strutture si sono rivelate inefficaci, costose e crudeli.

Quello che dobbiamo fare è puntare su un’accoglienza diffusa, come chiede anche il piano dell’ANCI, e su una responsabilità condivisa, la sola in grado di migliorare la nostra società e garantire la sicurezza a tutti.

Antonio Mumolo
Responsabile immigrazione PD Emilia-Romagna

26.11.16 Roma, giornata di studi in materia di diritto dei migranti

SABATO 26 NOVEMBRE 2016 ORE10
INMP ISTITUTO NAZIONALE SALUTE, MIGRAZIONI E POVERTÀ
VIA DELLE FRATTE IN TRASTEVERE 52, ROMA

GIORNATA DI STUDI IN MATERIA DI DIRITTO DEI MIGRANTI

Parte I, ore 10
DOTT. ANTONIO FORTINO Direttore Sanitario INMP Saluti introduttivi
AVV. ANTONIO MUMOLO Avvocato di Strada Onlus Relazione introduttiva sull’associazione
AVV. LUCIA ALENI UNHCR
“I presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale nel quadro giuridico internazionale”
AVV. SILIANA LAURENTI Foro di Roma “Migranti: i ricorsi contro il diniego alla protezione internazionale e avverso le espulsioni” DOTT.SSA CRISTINA MONTEFUSCO Università Roma 3. “Brevi cenni sulla normativa UE ed italiana in materia di migrazione legale, asilo e ritorni”

PRANZO h. 13/14

Parte II, ore 14.30

AVV. CHIARA PERNECHELE CIR “Il diritto alla residenza anagra ca e al patrocinio a spese dello Stato del migrante con permesso temporaneo (richiedente asilo o ricorrente)”
AVV. FRANCESCA NAPOLI Centro Astalli “L’accompagnamento legale del richiedente asilo innanzi alla Commissione Territoriale”
AVV. ELENA ZAFFINO Sportello legale Casa dei Diritti Sociali “Il diritto all’unità familiare del migrante”

Iniziativa promossa da Associazione Avvocato di strada Onlus Sede operativa di ROMA

E’ stato richiesto l’accreditamento all’Ordine Avvocati di Roma

La partecipazione è gratuita. Informazioni e iscrizioni: roma@avvocatodistrada.it

Progetti di accoglienza che funzionano. Ci sono, anche vicino a noi.

A Lama di Reno (Marzabotto) esiste un centro di accoglienza che è anche laboratorio di sartoria, per offrire ai migranti anche la prospettiva di un lavoro.
È promosso dalla cooperativa Lai-momo e da Ethical Fashion Initiative, il programma dell’agenzia delle Nazioni Unite “International Trade Centre”.
Il progetto è nato per offrire un’opportunità di formazione laboratoriale nel settore della moda a un gruppo di richiedenti asilo accolti presso diverse strutture dell’area metropolitana bolognese.
Ethical Fashion Initiative dal 2009 porta grandi stilisti internazionali, come Vivienne Westwood e Stella McCartney, a produrre parte delle loro collezioni in Africa e ad Haiti. Il progetto garantisce standard di lavoro etici in tutta la filiera lavorativa, che impiega principalmente donne. Attraverso il proprio lavoro e i salari giusti ricevuti, le lavoratrici e i lavoratori hanno la possibilità di accedere al sistema sanitario nazionale e di garantire l’accesso all’istruzione ai propri figli.

Migranti. Minori non accompagnati, dall’aula ok a risoluzione PD-SEL

Sull’accoglienza dei migranti minorenni non accompagnati l’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione presentata da Pd e Sel. Nell’atto di indirizzo della maggioranza si segnala che la “mancata concertazione” nella gestione dei nuovi arrivi sul territorio “non solo mette in difficoltà” gli enti locali, ma “rischia di creare tensioni sociali”. Il documento impegna quindi la Giunta ad attivarsi con il Governo “per richiedere che la gestione dei migranti minori non accompagnati avvenga col coinvolgimento delle Regioni e delle comunità locali e che sia rispettosa delle procedure e delle reti di accoglienza attive sul territorio”. È inoltre necessario “che si diano indicazioni univoche ai prefetti per la gestione in emergenza dei minori, riprendendo le richieste sottoscritte dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Anci Emilia-Romagna e da alcuni sindaci”. La risoluzione è stata sottoscritta anche dai consiglieri Pd Paolo Calvano, Stefano Caliandro, Silvia Prodi, Antonio Mumolo, Francesca Marchetti, Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari, oltre a Igor Taruffi di Sel.