Piano casa del Governo. Mumolo: “Norme anticostituzionali, la residenza non si nega per decreto”

“Il decreto legge Renzi – Lupi n. 47 del 28 marzo, il cosiddetto “Piano casa”, contiene una norma che contrasta con le norme costituzionali e deve essere modificata”. Lo afferma il consigliere regionale PD e presidente dell’Associazione Avvocato di strada Antonio Mumolo

“L’articolo 5 del decreto – sostiene Mumolo – stabilisce infatti che chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedervi la residenza. L’articolo riguarda decine e decine di migliaia di famiglie che sono costrette ad occupare un immobile solo perché hanno perso il lavoro e altrimenti finirebbero in strada. Queste famiglie possono essere sfrattate, certo, ma non si può decidere con un decreto di negare loro la residenza”.

AUDIO
Intervista a Radio Città del Capo
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“Vale la pena ricordare che dalla residenza anagrafica discendono molti diritti fondamentali: senza residenza non si può votare, non ci si può curare, non si può ricevere una pensione, non si può richiedere una casa popolare. Tutto questo riguarda ovviamente anche i minori, la cui residenza dipende da quella dei genitori, e che non potranno neanche essere iscritti a scuola. Togliere la residenza ad una famiglia che occupa uno stabile, o impedirgli di prenderla, significa mettere per decreto quella famiglia fuori dalla società, renderla invisibile, cancellare di colpo le residue possibilità che quella famiglia avrebbe per poter uscire dalle proprie difficoltà. E’ singolare che un “piano casa”, che dovrebbe aiutare le famiglie italiane ad affrontare la crisi, possa avere questi effetti”.

“L’articolo, inoltre, contiene un altro incredibile paradosso: la legge italiana stabilisce che la residenza anagrafica deve essere riconosciuta a tutte le persone che vivono in un dato luogo. Si tratta – sottolinea Mumolo – di un modo per garantire loro alcuni diritti fondamentali, ma si tratta anche di un tema di ordine pubblico. Le istituzioni devono sapere quante persone vivono in una città, come si chiamano, come sono formati i loro nuclei familiari. I sindaci in qualità di Ufficiali di Governo sono tenuti a far rispettare il diritto alla residenza, e possono essere sanzionati se vengono meno a questo dovere. Ma come si comporteranno con le famiglie occupanti? come verrà risolto questo contrasto normativo?

“Il decreto viola – ribadisce Mumolo – varie norme costituzionali: basta pensare al diritto alla salute, al diritto allo studio, al diritto alla fruizione dei servizi di welfare, al diritto di circolazione, al diritto ad una vita libera e dignitosa. Chiedo al Governo di modificare l’articolo 5: un piano che intende “far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi” non può avere tra i propri effetti collaterali quello di negare diritti fondamentali alle stesse famiglie”.

Fogli di via a chi chiede l’elemosina? Mumolo: “No alla giustizia per censo”

Il presidente nazionale di Avvocato di strada, Avv. Antonio Mumolo, è stato intervistato da Radio Città Fujiko per un parere sulla proposta dei sindaci di Treviso, Padova e Venezia che intendono cacciare dalle proprie città chi chiede l’elemosina con l’utilizzo del foglio di via.

DAIANO CRISTINI-AREZZO ELEMOSINA
RADIO CITTA’ FUJIKO
Veneto, foglio di via per chi chiede l’elemosina
I sindaci di Treviso, Padova e Venezia capofila della crociata

Per dire basta ai mendicanti per le strade delle loro città, i primi cittadini di Treviso, Padova e Venezia vanno alle crociate e chiedono il rimpatrio per chi chiede l’elemosina. Una battaglia, dicono, contro il racket dell’elemosina e per garantire la sicurezza.

Dalla Lega al Pd, poco sembra cambiare nell’approccio al tema della marginalità. O almeno questa è l’impressione guardando all’asse appena formato tra i sindaci di Treviso (ex-feudo leghista e ora a guida Pd), Padova e Venezia per combattere il fenomeno dell’accattonaggio e garantire sicurezza ai propri cittadini.

I tre primi cittadini, con una sola voce, hanno chiesto che i mendicanti siano allontanati con un foglio di via dal territorio nazionale. Le ragioni sarebbero due. La prima di carattere sociale. I mendicanti, con i loro modi insistenti e aggressivi, ingenerebbero timore nei cittadini italiani che passeggiano per il centro delle suddette città venete. La seconda, più pratica, risiederebbe nell’insolvenza dei questuanti rispetto alle multe comminate loro dai pubblici ufficiali.

I sindaci citano casi eclatanti di mendicanti, spesso cittadini rumeni, destinatari di decine di ammende mai pagate. Il sistema delle multe insomma, sperimentato dalle amministrazioni leghiste, risulterebbe poco efficace e facilmente eludibile. Succede così che per risolvere la questione dell’accattonaggio, dietro la quale c’è spesso racket e sfruttamento, ci tengono a sottolineare i tre, la soluzione individuata sia il rimpatrio dei mendicanti, destinatari, nei desideri dei primi cittadini, di fogli di via dal nostro paese, dopo apposita schedatura.

“Io credo che chi chiede l’elemosina soffra un disagio e questo disagio non si può risolvere mettendo la polvere sotto il tappeto.” tuona Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di Strada.

“Il foglio di via è uno strumento particolare che deve avere presupposti giuridici particolari. Nasce per evitare le infiltrazioni mafiose nelle città. La persona destinataria del foglio di via deve essere un delinquente abituale, una persona particolarmente pericolosa per la società. Non credo sia lo strumento adatto e se dovesse essere messo in atto, noi come associazione li valuteremo e se non ci sono i presupposti, lo impugneremo.”

“Noi tuteliamo i diritti di persone senza dimora, persone che, anche se povere, hanno dei diritti, almeno finché in questo paese non ci sarà una giustizia per censo. E io spero mai.” conclude Mumolo

Ascolta l’intervista
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FONTE

http://www.radiocittafujiko.it/veneto-foglio-di-via-per-chi-chiede-l-elemosina

Congresso regionale PD. Intervista a Radio Tau

Stamattina sono stato ospite di Radio Tau per parlare della mia candidatura al congresso regionale del Partito Democratico e delle mie attività in qualità di consigliere regionale e di presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus.

Ascolta l’intervista
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(ER) SANITÀ. PD APRE, MUMOLO: RIVEDERE COSTI ASSISTENZA RELIGIOSA
“SI PUÒ RISPARMIARE, MA SI TENGA PRESENTE CHE TANTI LA CHIEDONO”

(DIRE) Bologna, 31 gen. – Anche nel Pd comincia a levarsi la voce di chi vedrebbe di buon occhio un taglio ai contributi pubblici dati dalle Ausl per il servizio di assistenza religiosa negli ospedali. A chiedere di “verificare i costi, le convenzioni e la possibilita’ di risparmiare anche in questo campo, ma senza pregiudizi”, e’ il consigliere regionale del Pd Antonio Mumolo, candidato segretario al prossimo congresso regionale dei democratici in Emilia-Romagna, ospite questa mattina di Radio Tau. “Su questo tema bisogna evitare pregiudizi ideologici- si raccomanda prima di tutto Mumolo- l’argomento va affrontato con metodo laico”, cioe’ verificando “la normativa nazionale e regionale”. E si dovrebbe “verificare anche se, in questo momento di spending review in cui affrontiamo un taglio dei posti letto, pur garantendo un’assistenza ottimale, non sia il caso di rivedere anche questo tipo di convenzioni. Con questa modalita’ forse e’ il caso di guardare queste convenzioni- insiste Mumolo- tenendo pero’ presente che l’assistenza religiosa negli ospedali si fa perche’ ci sono tantissime persone che la richiedono e che si sentono confortate”. (San/ Dire) 14:29 31-01-14

(ER) PD BOLOGNA. MUMOLO: SINDACI RENZIANI? NEANCHE RENZI VORREBBE
“NON SONO CANDIDATI IN VIRTÙ DI COSA HANNO VOTATO AL CONGRESSO”

(DIRE) Bologna, 31 gen. – Fuoco incrociato sull’iniziativa dei sindaci renziani del bolognese, in vista delle primarie del prossimo 23 febbraio. Dopo l’altola’ del segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, arriva anche lo stop del candidato al congresso regionale dei democratici in Emilia-Romagna, Antonio Mumolo. Il consigliere regionale civatiano, questa mattina su Radio Tau, lascia trasparire tutta la sua contrarieta’. “Non mi interessa cos’hanno votato i candidati sindaci al congresso, non si candidano per quello- attacca- si candidano per governare un territorio”. Quello che importa, per un aspirante primo cittadino, e’ il suo curriculum, ovvero “chi e’, cosa fa nella vita e cosa vuol fare per il suo Comune. E decidero’ su quello”. Tra l’altro, aggiunge Mumolo, “ricordo che qualche tempo fa Renzi disse che avrebbe preso a calci il primo che si fosse definito renziano. E allora consiglierei a Stefano Sermenghi (sindaco renziano di Castenaso, promotore dell’iniziativa, ndr) di stare un po’ attento con queste definizioni”, perche’ Renzi per primo non vuole che si strutturi una corrente. Certo, ammette Mumolo, “ci sono delle provenienze, ma le primarie sono finite. Abbiamo eletto un segretario, che e’ il segretario di tutti, e c’e’ una nuova stagione. Poi ci saranno i congressi regionali e anche li’ si decidera’ sulla base delle idee e dei curriculum”. Insomma, ribadisce il consigliere regionale, “non mi interessa cos’hanno votato i candidati sindaci al congresso, non ci candidano per quello. Si candidano per governare un territorio”. Dunque, e’ l’invito di Mumolo, “si confrontino alle primarie sulle idee per il territorio e vinca chi ha idee migliori: dobbiamo valorizzare il merito, non le appartenenze”. (San/ Dire) 14:38 31-01-14

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(ER) BOLOGNA. CANNABIS, MUMOLO (PD): USO PERSONALE NON SIA REATO
“LASCIARLA ALLE MAFIE AUMENTA INFILTRAZIONE CRIMINE ORGANIZZATO”

(DIRE) Bologna, 31 gen. – L’uso personale della cannabis non deve essere piu’ un reato. Anche Antonio Mumolo, consigliere regionale del Pd e candidato segretario al prossimo congresso regionale dei democratici in Emilia-Romagna, si unisce al coro di chi in questi giorni sostiene la legalizzazione delle droghe leggere. In Parlamento il deputato Pd Pippo Civati, che Mumolo ha appoggiato alle ultime primarie, ha depositato un progetto di legge per regolamentare l’uso della cannabis. A Bologna e’ stato l’assessore alla Sicurezza del Comune, Nadia Monti, a dirsi favorevole alla legalizzazione, scatenando un acceso dibattito sia politico sia tra istituzioni. Oggi, dalle frequenze di Radio Tau, prende posizione anche Mumolo. “Sono d’accordo- dice- va fatta una distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti, due cose assolutamente diverse: ci vuole una normativa differente per questi due tipi di sostanze”. Tra l’altro, aggiunge il consigliere regionale Pd, “lasciare la cannabis in mano alla criminalita’ organizzata comporta un’infiltrazione maggiore delle mafie anche nei territori”. Dunque, ribadisce Mumolo, “una norma va fatta per distinguere e fare in modo che l’uso personale della cannabis non sia punito”. (San/ Dire) 17:05 31-01-14

Cosa vuol dire essere “cittadini europei”? Avvocato di strada in onda su L’altra Europa, Radio 24

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Sabato 15 giugno all’interno della trasmissione “L’altra Europa” in onda su Radio 24 e condotta da Federico Taddia si è parlato del Premio del Cittadino Europeo 2013, che quest’anno è stato assegnato ad Avvocato di strada e ad altre due realtà italiane, la Casa Editrice La Giuntina, specializzata in cultura ebraica, e l’Associazione “Slaves No More Onlus”, che lotta contro la tratta.

Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada, è stato ospite della trasmissione insieme insieme ai rappresentanti delle altre due realtà vincintrici.

Ascolta l’audio delle interviste

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Radio Vaticana: “Oltre 2500 nel 2012 gli assistiti dall’associazione “Avvocato di strada”

radio vaticana

In occasione della presentazione del rapporto annuale sulle attività di Avvocato di strada Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione, è stato intervistato da Radio Vaticana.

Ascolta l’intervista

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Radio Vaticana: “Oltre 2500 nel 2012 gli assistiti dall’associazione “Avvocato di strada”

Oltre 2500 cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari sono stati assistiti nel 2012 dall’Associazione “Avvocato di strada”. E’ quanto emerge dal rapporto annuale di questa associazione Onlus. Rilevante l’aumento delle pratiche dei migranti a seguito dell’emergenza Nord Africa, con l’arrivo di persone dalla Tunisia e dalla Libia, come conferma il presidente dell’Associazione Antonio Mumolo, al microfono di Elisa Sartarelli.

R. – Noi abbiamo sempre avuto molte pratiche relative ai migranti. In questo caso, però, ci sono state tantissime domande di rifugio politico e protezione internazionale. Ovviamente, queste domande devono essere seguite dal punto di vista giuridico.

D. – Oltre alle pratiche legate all’immigrazione, vi occupate anche del diritto alla residenza e al lavoro dei senza dimora…

R. – Il fatto che affrontiamo tante di queste questioni ci dice anche che è cambiata la tipologia delle persone che sono in strada. Un tempo in strada avevamo persone che erano diventate povere ma insieme a questo avevano altre problematiche: ad esempio problemi di tossicodipendenza, di alcolismo e problemi di natura psichica. Oggi in strada ci sono persone che non hanno questi problemi. Il numero degli italiani negli ultimi tre anni è raddoppiato. Ci sono persone in strada che semplicemente sono diventate povere e che mai si sarebbero aspettate di finire in strada. Ci sono, quindi, padri separati, imprenditori falliti, piccoli artigiani che hanno dovuto chiudere, lavoratori a 50 anni licenziati, pensionati al minimo che non ce la fanno più a pagare affitti, bollette e che se non hanno persone intorno finiscono in strada. Tra l’altro, sono i soggetti più difficili da aiutare, perché si vergognano di questa situazione. L’aumento di quelle pratiche, relative alla residenza e al lavoro, è frutto di questa nuova situazione. La situazione attuale è un generale impoverimento degli italiani e un’enorme difficoltà delle persone che diventano deboli ad ottenere un qualsiasi tipo di aiuto dallo Stato.

D. – E’ corretto dire che molti senzatetto preferiscono restare senza residenza e senza diritti, perché a loro carico ci sono debiti crescenti, dovuti al mancato pagamento di tasse e imposte?

R. – Per quanto riguarda la nostra esperienza, questa cosa è vera relativamente, perché restare senza residenza significa non avere nessun diritto e nessuna possibilità di intraprendere un percorso lavorativo. Senza residenza, infatti, non si può lavorare, non si può percepire una pensione, anche se si ha il diritto a quella pensione, e non si può usufruire del servizio sanitario nazionale. Noi abbiamo fatto tantissime pratiche sulla residenza, perché è un diritto individuale, soggettivo, che deve essere tutelato, tanto che con queste pratiche siamo riusciti a far uscire molte persone dalla strada. Certo, nel momento in cui una persona prende la residenza, se ha dei debiti, il creditore glieli può chiedere. E’ una cosa, però, molto, molto relativa. Intanto, perché se uno non ha soldi e vive in un dormitorio o in strada, gli si può chiedere qualsiasi cosa, ma non si ottiene nessun risultato, non avendoceli. In secondo luogo, molti di questi debiti possono essere cancellati, per tantissimi motivi.

D. – In che modo riuscite a farvi conoscere da persone ormai ai margini della società e dai suoi canali di comunicazione?

R. – Noi apriamo uno sportello di avvocato di strada solamente all’interno di associazioni di volontariato laiche o cattoliche, che però si occupino realmente delle persone senza dimora. L’associazione, quindi, fa da tramite tra lo sportello, che è un servizio a bassa soglia, senza filtri e aperto a tutti, e la strada. Inoltre, quando apriamo uno sportello, lo apriamo all’interno di un’associazione, ma è un servizio per tutta la città, per i servizi sociali e per tutte le altre associazioni e, quando lo apriamo, cerchiamo nel nostro piccolo di pubblicizzare questo evento, organizzando una presentazione pubblica dello sportello di avvocato di strada e invitando tutte le associazioni di volontariato del territorio che si occupano delle persone senza dimora. Poi, c’è l’altro mezzo di diffusione della notizia, che è il tam tam tra le persone che sono in strada, che effettivamente funziona, perché quando si rendono conto che è un servizio utile all’uscita dalla strada, e non solo alla tutela dei diritti, le persone arrivano.

FONTE
Radio Vaticana