Avvocato di strada

Sono Presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus, che offre tutela legale gratuita alle persone senza dimora.

Il progetto “Avvocato di strada”, realizzato per la prima volta nell’ambito dell’ Associazione Amici di Piazza Grande, nasce a Bologna alla fine del 2000.  L’esperienza nasce dalla necessità, sentita da più parti, di poter garantire un apporto giuridico qualificato a quei cittadini oggettivamente privati dei loro diritti fondamentali. La tutela legale viene prestata presso un ufficio, il cosiddetto “sportello” organizzato come un vero e proprio studio legale nell’accoglienza, nella consulenza e nella apertura delle pratiche. All’attività degli sportelli partecipano a rotazione avvocati che forniscono gratuitamente consulenza e assistenza legale ai cittadini privi di dimora, oltre a volontari che si occupano della segreteria e della conduzione dell’ufficio. Altri avvocati, inoltre, pur non partecipando direttamente all’attività dello sportello, danno la loro disponibilità a patrocinare gratuitamente uno o due casi l’anno riguardanti persone senza fissa dimora.

Gli sportelli legali di Avvocato di strada sono legati dall’Associazione Nazionale, nata nel febbraio 2007 per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze, condividere, attraverso il confronto di esperienze, un’idea comune sugli obiettivi e le modalità di intervento del Progetto Avvocato di strada, riflettere sulle caratteristiche e sui cambiamenti del contesto sociale, favorire lo scambio di informazioni tra gli operatori di territori diversi per migliorarne le competenze e renderle più specifiche ed adatte alle diverse realtà.

Nel 2001 Avvocato di strada ha vinto il Premio Fivol come miglior progetto italiano per le persone senza dimora.

Nel 2007 Avvocato di strada ha firmato un protocollo d’intesa con l’UNAR “Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica” istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità. Dal 2016 l’Associazione è iscritta al Registro delle associazioni che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni. Il Registro, gestito da UNAR, è l’elenco degli enti legittimati ad agire in giudizio a tutela delle vittime di discriminazioni razziali, istituiti in base agli articoli 5 e 6 del D.lgs. 215/2003.

Dal 2008 l’Associazione fa parte della fioPSD, Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora.

Il Parlamento europeo ha assegnato all’Associazione Avvocato di strada Onlus il CIVI EUROPAEO PREMIUM 2013. Il premio, istituito nel 2009 dal Parlamento europeo, intende ricompensare singoli individui o gruppi di persone che si sono distinte per il loro carattere di eccezionalità nel promuovere una migliore comprensione reciproca e una stretta integrazione tra i popoli degli Stati membri, che hanno realizzato azioni quotidiane che mettono in pratica i valori dell’ospitalità, della solidarietà e della tolleranza o che incoraggiano l’integrazione europea, azioni particolarmente meritevoli intraprese da cittadini nel contesto del lavoro dell’Unione europea con paesi terzi e che traducono in pratica i valori della solidarietà e della cooperazione internazionale.

LE SEDI DELL’ASSOCIAZIONE

NEWS & AGGIORNAMENTI

Bologna, clinica del diritto

Oggi alle 15 terrò una lezione agli studenti della Clinica del Diritto della Facoltà di Giurisprudenza di Bologna e presenterò le attività dell’Associazione Avvocato di strada Onlus

La storia di Laura, mamma di una bimba di sei anni, disoccupata e senza residenza

La storia di Laura, mamma di una bimba di sei anni. Dopo aver perso il lavoro è stata sfrattata, è andata ad abitare in una casa occupata dove il Comune di Firenze non voleva concederle la residenza. Grazie all’intervento di Avvocato di strada ha ottenuto la residenza e con quella l’assistenza sanitaria e tutti i diritti civili per lei e sua figlia.

Gli elementi della solidarietà

“Come ogni attività umana che trasforma e produce qualcosa, la nostra attività produce cambiamento: cerchiamo di rimettere in equilibrio una bilancia che in equilibrio non è mai e di provocare un mutamento culturale: essere poveri non è una colpa”.