Si è conclusa la seconda e ultima audizione promossa dalla Commissione Bilancio, affari generali e istituzionali sul progetto di legge d’iniziativa della Giunta: “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” al quale è abbinato un progetto di legge di argomento analogo presentato dal movimento 5 stelle.

Dopo una breve introduzione di Antonio Mumolo, consigliere PD e relatore del progetto di legge, che ne ha riassunto le linee principali (misure di monitoraggio e prevenzione, velocizzazione procedure per utilizzo beni confiscati, start up dei progetti), sono stati numerosi gli esponenti di associazioni di categoria, sindacali e del volontariato intervenuti all’incontro. E’ emerso un giudizio sostanzialmente positivo sulla proposta regionale, accolta con favore e ritenuta opportuna per affrontare un fenomeno in continua espansione che interessa anche il territorio dell’Emilia-Romagna. Occorrono strumenti adeguati di prevenzione e di “lettura” delle dinamiche criminali in questione per contrastare l’infiltrazione mafiosa. Molti gli interventi in questo senso. Da alcuni è stato auspicato il maggiore coinvolgimento, fin dal dettato legislativo, di categorie non espressamente enunciate nel testo. Altri hanno sottolineato la necessità di mettere maggiormente a fuoco le funzioni dell’osservatorio regionale sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso. In generale si è auspicato un efficace raccordo tra i diversi soggetti della società civile e le istituzioni, in primis la Regione, alla quale è stato tra l’altro chiesto di disegnare in termini maggiormente incisivi le funzioni di raccordo e raccolta delle informazioni, per tradurre in obiettivi e progetti concreti i dati e le segnalazioni che l’osservatorio raccoglierà.

Al temine, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha comunicato che una serie di osservazioni emerse durante le due audizioni produrranno un riformulazione di alcuni aspetti del progetto di legge che – ha ricordato – nasce da un percorso che ha visto il coinvolgimento di una serie di realtà istituzionali e della società civile, un percorso che non si intende chiuso. Precisare alcuni aspetti – ha detto – contribuirà a costruire meglio la rete e a rendere più chiara la nuova legge. Domani, martedì 19 aprile alle 14.30, in commissione Bilancio inizierà l’esame abbinato del testo base proposto dalla Giunta e di quello presentato dal movimento 5 stelle.

GLI INTERVENTI:
Francesco Zanoni (Alleanza cooperative italiane) ha sottolineato la necessità di concentrarsi su azioni di prevenzione primaria per rendere meno fertile il terreno su cui possono influire i fenomeni di criminalità organizzata ad esempio nel settore degli appalti pubblici, dove occorre scoraggiare atteggiamenti come il ricorso al massimo ribasso e la non applicazione dei contratti nazionali di lavoro. Tra le varie osservazioni è stata anche chiesta un’integrazione al testo con un chiaro riferimento al ruolo della cooperazione sociale.

Pierpaolo Romani e Giuseppe Schena di Avviso Pubblico hanno espresso soddisfazione per l’adesione della Regione, prevista nel progetto di legge, alla associazione da loro rappresentata che, tra comuni, province e regioni, conta 190 soci (35 dei quali in Emilia-Romagna), e promuove azioni di prevenzione e contrasto all’infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali ed iniziative di formazione civile contro le mafie. Apprezzamento è stato espresso sulle azioni di prevenzione contenuto nella legge con l’attenzione all’aspetto educativo. Importante – è stato detto – la raccolta di buone prassi perché deve passare il principio che “la legalità conviene”. In tal senso diventa fondamentale il recupero dei beni confiscati, – anche quelli derivanti da attività di corruzione, non nominati nel progetto di legge – e il sostegno alle vittime.

Per Gianni Tonelli (Sap – Sindacato Autonomo di Polizia) è indispensabile il percorso educativo per far crescere la cultura della legalità grazie al sostegno delle istituzioni. La Regione inoltre può avere un ruolo di coordinamento nel contrasto ai fenomeni mafiosi che difficilmente i comuni possono esercitare, non avendone la forza. Altro punto qualificante della legge il sostegno alle vittime.

Franco Zavatti (Cgil) ha in particolare segnalato la necessità di inserire nella legge, accanto alle azioni di sostegno per il recupero dei beni confiscati anche quelle in favore delle imprese confiscate con misure per garantire continuità produttiva alle imprese evitandone la chiusura e salvaguardando quindi i lavoratori che quasi sempre, nel lungo percorso tra sequestro e confisca dell’azienda, perdono il posto.

A parere di Pietro Filippini (Silp Cgil – Sindacato italiano lavoratori polizia) bisogna puntare molto sulla cultura della legalità, in forte connessione con il tema della responsabilità sociale. Tra le varie osservazioni al progetto di legge ha suggerito di esplicitare maggiormente i fenomeni di tipo criminale dei quali, oltre all’usura, nel provvedimento si intende favorire l’emersione e il contrasto.

Anche per Sandro Chiaravallotti (Siap – Sindacato italiano appartenenti polizia) l’educazione alla legalità è essenziale per stimolare le istituzioni e la politica. Senza la cultura della legalità – ha detto – il nostro lavoro di forze dell’ordine si vanifica.

Secondo Daniele Borghi (Libera) l’immagine che dobbiamo dare con questa legge è quella di una comunità regionale forte che decide di occuparsi insieme del fenomeno, innalzando un muro di contrasto e confrontandosi per individuare strategie e prassi comuni. A riguardo è stata avanzata la proposta che la struttura regionale competente per le iniziative sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso convochi periodicamente i soggetti interessati per rapportarsi alle “antenne del territorio.

Carlo Germi (Ficiesse – Associazione nazionale Finanzieri cittadini e solidarietà) ha a sua volta sottolineato il valore della prevenzione e dell’educazione segnalando il ruolo positivo svolto in quest’ambito dal volontariato che, a suo avviso, non andrebbe nella proposta di legge messo su un piano diverso da quello delle istituzioni. Tra le altre osservazioni è stato poi fatto notare che l’evasione fiscale dovrebbe essere inserita nell’articolo della nuova legge che parla di “prevenzione dell’usura e di altre fattispecie criminogene”.

Giovanni Pedrazzini (Cisl) ha sottolineato l’importanza di fare rete sui temi della legalità. “Questa legge in progress – ha osservato esprimendo apprezzamento per la clausola valutativa – permette un confronto sulla sua efficacia in una dimensione di costante evoluzione”.

Felice Citriniti (Siulp – Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) ha rilevato la necessità che l’organismo regionale deputato a coordinare le informazioni sia nelle condizioni di sfruttare a pieno la marea di dati che potrebbero essere a sua disposizione. Necessario quindi anche fornire le informazioni a chi le potrà usare come strumento di repressione.

Lalla Golfarelli (CNA) ha sottolineato l’importanza di fare prevenzione dentro i corpi sociali ed economici perché – ha detto – è indispensabile sapere cosa bisogna guardare, quali sono gli “elementi segnali che producono modificazioni sociali” per mettere in campo un vero sistema di allerta che consenta di non arrivare tardi sulle situazioni. Per evitare ripetitività non utili – ha poi osservato – l’osservatorio dovrà essere in grado di mettere in rete le informazioni e creare un sistema realmente a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno.

Gianni Pollastri (UGL –Polizia di Stato) ha giudicato il progetto di legge ben strutturato e con “obiettivi importantissimi”. Se vuole funzionare deve cercare di stimolare il rapporto con le istituzioni di pubblica sicurezza. Fondamentale, ha detto, il rapporto con la polizia municipale. Le informazioni che servono a implementare le investigazioni devono essere raccolte e gestite nello stesso modo. Tra i destinatari dei beni confiscati alle mafie – ha infine suggerito – andrebbero inserite anche le forze di polizia per sistemare, ad esempio, caserme e alloggi per i quali lo Stato paga degli affitti.

Davide Urban (Confcommercio) ha infine avanzato la proposta di emendamento al testoche tenendo conto del ruolo già attivo svolto dalle organizzazioni economiche del terziario queste siano ricomprese a pieno titolo tra i soggetti nominati dal testo legislativo, in modo da sviluppare una maggiore collaborazione.

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