In seguito agli eventi atmosferici che hanno colpito questa regione fra marzo e maggio 2013, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza e stanziato 24 milioni di euro per i primi interventi urgenti. Successivamente, con D.L. 93/13, sempre il Governo è intervenuto estendendo la rifusione dei danni anche ai privati. E con l’Ordinanza 130 del 22 novembre 2013, il capo Dipartimento di Protezione civile ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna di redigere una “rendicontazione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture ed infrastrutture pubbliche e private danneggiate, nonché dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio”.

Da questa premessa, 20 consiglieri del gruppo Partito democratico – prima firmataria Luciana Serri – hanno presentato una risoluzione che chiede alla Giunta di sollecitare il Governo affinché sia “certo e celere sia il reperimento delle risorse necessarie a coprire i costi degli interventi pubblici e privati censiti”, valutando misure di coordinamento nell’erogazione dei fondi finanziati dalle diverse normative, affinché non vi sia sproporzione fra la copertura dei danni alle imprese agricole e quella dei danni alle altre tipologie imprenditoriali. Alla Giunta si chiede, inoltre, di sostenere presso il Governo la necessità di redigere, “un Piano di lunga durata per la prevenzione ed il ripristino del territorio nazionale”. Infine, il dispositivo della risoluzione pone il problema di una continuità operativa per il rilancio economico delle zone emiliane colpite negli ultimi anni da una serie di calamità naturali che hanno aggravato il quadro già drammatico della crisi.

La risoluzione contiene alcuni dati significativi sulle dimensioni dell’intervento economico. Dalla relazione del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, si ricava che il fabbisogno complessivo per far fronte ai circa 2.500 interventi censiti ammonti a 295.116.444 euro così suddivisi: 1.997 interventi sul patrimonio pubblico per un totale di 236.269.842 euro; 399 interventi sul patrimonio privato ammontanti a 44.520.699 euro; 104 interventi sulle attività economiche e produttive per 14.325.902 euro. A questi importi, vanno aggiunti circa 119 milioni di euro di danni patiti dal settore agricolo. Quanto alla ripartizione territoriale, la risoluzione la ricapitola così: nella provincia di Parma i danni ammontano a 111,7 milioni, in quella di Modena a 77,5, in quella di Reggio Emilia circa 44,5.

Essendo ancora in corso le attività di monitoraggio sugli abitati e le infrastrutture a rischio, “non è escluso che possano emergere necessità di delocalizzazione di opere o edifici, che andranno ad incrementare le risorse finanziarie necessarie”.


ALLEGATO

5287 Risoluzione per invitare la Giunta a sollecitare il Governo al fine di procedere in modo certo e celere, in relazione ai gravi eventi atmosferici che hanno colpito il territorio regionale, a reperire le risorse per far fronte ai costi degli interventi pubblici e privati censiti, a definire misure di coordinamento nell’erogazione dei fondi ed una pianificazione per la prevenzione ed il ripristino del territorio, supportando il rilancio economico delle zone colpite da calamità naturali. A firma dei Consiglieri: Serri, Pariani, Vecchi Luciano, Ferrari, Montanari, Barbieri, Piva, Monari, Paruolo, Marani, Alessandrini, Moriconi, Mumolo, Zoffoli, Carini, Casadei, Pagani, Mazzotti, Bonaccini, Mori (13 03 14)

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