7 marzo 2011. Nel numero 46 di Focus Democratico, la newsletter del PD di Bologna un’intervista ad Antonio Mumolo, responsabile Partecipazione politica e Associazionismo del PD di Bologna e coordinatore del progetto “Circoli aperti”

Quali sono gli elementi da sottolineare del progetto ‘Circoli aperti’ del PD di Bologna?
La cosa più importante è che, con esso, il PD si apre alla società. Inoltre è un esperimento guardato con molta attenzione dalla dirigenza nazionale del Partito, che potrebbe farne un progetto nazionale. Il PD di Bologna apre le porte a tutti coloro che fanno qualcosa per gli altri, si occupano degli altri; a tutte quelle associazioni di volontariato che per la loro attività – sociali, culturali, artistiche… – hanno bisogno di sedi. Di spazi, che mettiamo a disposizione noi gratuitamente, perché tra i compiti del Partito Democratico c’è quello di costruire una società migliore e, per farlo, bisogna incentivare i buoni comportamenti.

Le associazioni che intendono aderire a questo progetto cosa devono fare?

Intanto c’è un sito con tutte le istruzioni, tra cui due vademecum, uno per i segretari dei circoli e l’altro per i presidenti delle associazioni, e una mappa dei centoquaranta circoli territoriali del PD: cliccando su un circolo verrà fuori l’elenco delle associazioni che hanno sede sul suo territorio, mentre cliccando su un’associazione verrà visualizzato il suo circolo di riferimento. Il presidente di un’associazione dovrà semplicemente chiedere al segretario di circolo un incontro, esporre l’attività dall’associazione, ciò che vorrebbe fare, i giorni e le ore in cui le servirebbe uno spazio; la proposta viene poi portata al comitato di circolo, che la discute e decide se approvarla o meno. Dopodiché si instaura un rapporto aperto, che almeno per il momento abbiamo deciso di non ‘contrattualizzare’: deve essere un rapporto di fiducia, trattandosi di persone che comunque lavorano per la comunità.

Si potranno sviluppare, ha detto il segretario Donini, iniziative condivise. La proposta sembra però consistere principalmente nell’offerta di spazi…
È vero. Ma da essa possono nascere tante cose. Noi infatti speriamo di essere coinvolti nelle attività e nelle iniziative delle associazioni che si occupano di tematiche che ci riguardano. Da parte nostra, sapendo che esiste un’associazione che si occupa di un certo tema, proprio perché si riunisce da noi, la coinvolgeremo nelle nostre iniziative. Deve essere un rapporto reciproco, di scambio, che aiuterà il PD a comprendere meglio le esigenze del territorio e le persone che lavorano nelle associazioni a capire che anche noi siamo volontari, della politica, e cerchiamo di fare qualcosa per gli altri.

Come risponderanno, a tuo avviso, i circoli?
Le risposte finora sono state entusiaste. Del resto si tratta di un’esperienza che alcuni circoli – magari in modo non organizzato, o senza utilizzare del tutto spazio e tempo a loro a disposizione – già fanno. Perciò abbiamo cominciato a dar loro un aiuto organizzativo. Faremo poi altri incontri, con tutte le Unioni di quartiere e territoriali, e con tutti i segretari di circolo, per rilanciare o rispiegare il progetto e sottoporci alle loro domande: è un work in progress, e può essere migliorato. E anche riunioni con le associazioni di volontariato, in particolare con le loro federazioni. Dopodiché pubblicizzeremo il progetto e invieremo una cartolina elettronica a tutte le associazioni che abbiamo censito a Bologna e provincia. A poco a poco potremo instaurare un circolo virtuoso, che ci consentirà da un lato di utilizzare meglio i nostri spazi e dall’altro di dare una possibilità in più a quella società civile che esiste, di cui molti parlano ma che spesso viene avvicinata solamente in campagna elettorale, per poi non occuparsene più.

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