L’intervento di Antonio Mumolo alla giornata per la difesa dei diritti dei lavoratori stranieri. Riprese e montaggio di William Strali

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Dicono che sono dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro”. No, non è l’ultimo manifesto della Lega Nord, ma più semplicemente un estratto della relazione sul fenomeno della migrazione degli italiani negli Stati Uniti, presentata dall’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso americano tenutosi nell’Ottobre 1912.
Così la relazione prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti, ma disposti più di altri a lavorare. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal Sud Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più”.

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